Il sentiero nel bosco non era ripido, ma il caldo si cominciava a sentire. Le cinghie dello zainetto, malgrado il poco peso, erano diventate presenti sui muscoli delle spalle.
Un rivolo di sudore si era fatto strada sulla guancia destra.
Aveva deciso di trascorrere la giornata in montagna. Un gran bel posto. Erano ormai anni che la zona era riserva naturale ed era molto facile vedere daini e altri animali selvatici durante il cammino .
Dopo gli ultimi mesi di lavoro intenso, aveva aspettato con ansia quei due giorni di riposo all'aria aperta. Desiderava proprio stare da solo per un po', lontano da tutti.
Trovò lo spiazzo giusto per fermarsi. Un grosso faggio a lato del sentiero faceva una bell'ombra. Si accomodò appoggiandosi al tronco e si apprestò a leggere il libro che si ero portato dietro.
Il tempo passò velocemente e si era fatta l'ora di colazione. Aveva appena preso lo zainetto che sentì un rumore venire dal torrente che scorreva nei pressi a circa cinquanta metri da dove si trovava.
L'uomo comparve all'improvviso da dietro una grossa pianta in direzione del torrente. Il rumore dell'acqua
che scorreva veloce tra i sassi gli aveva nascosto l'avvicinarsi di questa persona. Alzò una mano in segno di saluto in direzione. All'apparenza sembrava una persona anziana; portava i capelli bianchi abbastanza lunghi, procedeva con passo lento, ma sicuro, accompagnandosi con un bastone come camminano tutti in montagna. Indossava dei pantaloni di velluto a coste fine, un gilet da pescatore ed una canna sottobraccio.
Era ormai giunto a circa quattro metri da lui e lì si fermò.
-Volevo risalire il fiume , ma la vegetazione ai lati è troppo fitta e quindi provo lungo il sentiero.- Esordì.
-Ci sono delle belle buche profonde a quanto mi risulta più avanti. Sicuramente anche le trote. Non sono un pescatore e il mio giudizio non vale molto in questo caso.- L'occasione per fare due parole con qualcuno lo distolse dal libro.
- Vedo che sta leggendo. Il vecchio si appoggiò al bastone con entrambe le mani come per riposarsi.
- Mi dispiace di averla disturbata
-Nessun disturbo, si figuri. - Anzi stavo per fare colazione, se vuol farmi compagnia non faccia complimenti.-
-E' molto che è in giro?- domandò Jack tanto per essere cortese.
Lui guardò l'orologio che aveva al polso, stette un attimo come per fare un conto.
- Sono quasi quattro ore, ormai.- rispose.
- Allora ha sicuramente appetito-. Gli tese un panino, che venne accolto volentieri, come gli fece capire la sua espressione. Tirò fuori anche qualche lattina da bere e per alcuni minuti ci fu silenzio. Solo il rumore di loro che mangiavano ed il rumore del torrente lì vicino.

La conversazione andava avanti da quasi un'ora e non aveva fatto caso che lui faceva le domande ed era sempre lui a rispondere. Il vecchio chiedeva delle opinioni. Prima sul generico, poi sempre più specifiche. Aveva chiesto di lui, del lavoro che faceva. Rimase perplesso, almeno gli sembrò, quando gli rivelò che era un musicista professionista e architetto a tempo perso. Scandagliò lentamente la sua filosofia di vita, le sue aspirazioni e i suoi progetti futuri.
Non pensò di aver mai parlato così a ruota libera, se non con gli amici, ma probabilmente la situazione era tranquilla e non c'era da stare in guardia, anche con quell'uomo incontrato per caso nel bosco.
Era comunque curioso di sapere con chi stava parlando, quindi approfittò di un momento di pausa e gli chiese:- E lei che mi dice?- Ormai le ho raccontato tutto di quel poco che ho fatto nella mia vita.-
Si tolse gli occhiali da sole e notò che aveva gli occhi di un azzurro molto chiaro, quasi slavato. Si massaggiò l'inforcatura del naso con gesto lento.
Sono il Controllore di questo Settore.- Buttò lì la frase con noncuranza.
- Quindi è un dipendente delle Ferrovie o delle Poste- Più che una domanda sembrava una risposta scontata da parte sua. Dato l'aspetto doveva essere sicuramente in pensione come tutti quelli della sua età. Probabilmente anche solo dato che non portava la fede al dito. Ormai si era risposto da solo.
La smentita arrivò come la classica doccia fredda.
Un sorrisetto increspò le labbra di quell'ameno personaggio.
- In verità controllo le centosessanta galassie del quadrante sette cinque due per la Federazione Intergalattica da ormai più di cento anni.-
- E io sono Babbo Natale.- La risposta gli uscì da sola, prima che potesse rispondere una cosa qualsiasi senza offendere il suo interlocutore, che poteva anche avere dei problemi mentali. Ormai la frittata era stata fatta e si strinsi sulle spalle, dispiaciuto.
- Mi scusi, non volevo….-
L'uomo era rimasto serio, quasi aspettandosi la sua risposta, dato che quello che aveva detto era abbastanza improbabile, anzi impossibile, almeno in questo mondo. Jack cominciò a raccogliere le sue cose per togliere il disturbo alla svelta. Ve lo figurate di trovare nel bosco vicino a casa vostra un extraterrestre, che fa colazione con i vostri panini, beve la vostra birra compiaciuto e poi se ne esce con quella battuta. Certamente si sarebbe ricordato per diverso tempo di quell'incontro.
Prese lo zaino e si alzò in piedi. Era pronto a togliersi da quella situazione alla svelta. Il vecchio era rimasto silenzioso e lo osservava attentamente. Forse aspettava che digerisse la notizia ancora per un po'. O si era accorto di averla sparata grossa e la miglior cosa per lui era di stare zitto ed aspettare che se ne andasse. Non si conoscevano e sicuramente non si sarebbero mai più incontrati.
-Beh… ci vediamo…- Lo salutò un po' abbattuto per come si era concluso l'incontro. Quasi gli dispiaceva per lui. Non tutte le persone che poteva incontrare per caso, sarebbero state gentili con lui. Gli avrebbero dato del matto e lo avrebbero anche offeso malamente. Eppure durante la loro chiacchierata, aveva dato l'impressione che fosse oltremodo sveglio e certamente molto informato delle cose che li circondavano.
Jack non aveva previsto che sarebbe andata in quella maniera. Ci era rimasto male. Stava per andarsene, quando il vecchio riprese a parlare.
- Ero sicuro che non mi avrebbe creduto. Lei forse pensa che sia un po' svanito, data l'età. Se le avessi confermato che lavoravo alle Poste, lei non avrebbe avuto niente da ridire.-
Jack cercava il momento per sloggiare, ma, nello stesso tempo voleva dargli la possibilità di scusarsi e dirgli che era stato uno scherzo, forse un tantino strano, ma accettabile in fondo

- Sa... non ero preparato allo scherzo, comunque non fa niente. E' stato un piacere conoscerla.- Si schernì Jack.
Cercava in tutti i modi di aiutarlo ad uscire da quella situazione incresciosa, almeno per lui.
L'amico riprese a parlare imperterrito.
- Parlando con lei, ho capito di aver trovato la persona giusta… E' comprensibile la sua reazione. Non sono certo discorsi di tutti i giorni. E' il momento di darle la prova certa ed inconfutabile di quello che ho detto.-
Aveva rotto il silenzio, prima che si separassero, con un ulteriore scemenza. Ora era il caso di togliere le tende. Cominciava ad andare in ebollizione. Un ronzio lo avvolse. Ci fu un bagliore alla sua destra e nella radura si materializzò, prima non c'era, un grosso cilindro, grosso come un camion. Nero come il fondo di una miniera di carbone di notte. Resa l'idea?
- E quello che accidente è?- domandò Jack alquanto sorpreso. Il vecchietto sorrise divertito. Era riuscito a incuriosirlo, anzi anche a spaventarlo. Non era un tipo pauroso, ma la piega che aveva preso la cosa, era almeno strana.
- Questa è un'unità di primo approccio. Una navetta per intenderci.- Il giovane si accese una sigaretta, tanto per fare l'indifferente, ma il fumo gli andò di traverso e tossì ripetutamente. La giornata iniziata così bene, stava prendendo una strada sconosciuta, certamente scivolosa e non era sicuro di volerla percorrere.
- Mi deve scusare per questa dimostrazione plateale, ma non c'era alternativa, per farle capire che non stavo vaneggiando.-
- Ma lei va sempre in giro a fare questi scherzi?- Non aveva altro da dire al momento. La curiosità si faceva però avanti ed era lì aspettando gli eventi.
Il vecchio si sfregò il mento e si aggiustò meglio a sedere. Ancora non si era mosso da sedere. Lui invece era già a circa quattro metri da dove era seduto ed in procinto di andarsene.
- Sarà meglio cominciare dal principio.- Si rimise a sedere pronto ad ascoltare una storia che si sarebbe forse rivelata interessante.
Una matita dorata comparve nella mano destra del vegliardo. Premette un pulsante ed una visione tridimensionale si formò vicino a lui. Sembrava una tv a schermo gigante senza vederne però il pannello frontale, quasi come un paesaggio visto attraverso una finestra, luminosa a tal punto da schiarire il paesaggio circostante con una definizione a dir poco perfetta. Continuava a parlare:
Gli ammassi stellari si stendono a milioni e coprono distanze impensabili per un uomo come te. Milioni di anni luce separano le galassie esterne dal nucleo centrale che non esiste, ma viene fissato come punto di riferimento relativo perché la mia spiegazione sia più chiara. La Federazione Interstellare è sorta oltre 200.000 anni terrestri fa. Le Civiltà che si sono unite in questa Federazione, risalgono alla notte dei tempi.

Ad un certo momento nacque la necessità di espandersi all'esterno, incontrare nuove forme di vita. La vita, come è intesa da noi è presente nello spazio, ma in maniera molto ridotta rispetto alle vastità stellari. Tutto ciò è derivato dalla necessità di mantenere ogni galassia al passo con le altre in modo che non diventi territorio, diciamo di conquista, di razze più aggressive ed emergenti nel panorama tecnologico più evoluto, alla ricerca di nuove aree di influenza. Lo schermo si dissolse nel nulla. Dovette accorgersi che avevo cambiato espressione a questa ultima informazione.
- Non ci sarà per caso qualche invasione di omini verdi?- ironizzò Jack.
-Stia tranquillo; Questo è un settore quasi deserto; La Terra è l'unico mondo abitato per alcune centinaia di anni luce di distanza. Questo mondo fu scoperto da una nostra sonda stellare oltre centomila anni fa; fu classificato come pianeta di classe P, come primordiale. Entrò così nel nostro Registro di Controllo.-
- Ecco da dove viene Controllore- anche lui voleva dare il suo contributo alla conversazione. Voleva dare l'impressione di aver capito tutto, invece era buio pesto.
- Esatto. Quindi a questo punto furono piazzati intorno al pianeta delle sonda, punti di controllo, che periodicamente inviavano dati al Centro di Raccolta Dati. In quel periodo avevano una cadenza di trasmissione dati ogni mille anni terrestri. Al momento che si manifestarono le prime forme di vita evoluta ed intelligente, le trasmissioni ebbero una cadenza ogni cinquecento anni fino a circa ventimila anni fa: Cominciavano a nascere piccoli nuclei di vostri antenati, che con il passare del tempo si trasformarono in uomini simili a quelli attuali, circa diecimila anni fa. Da allora in poi l'evoluzione della specie terrestre progredì rapidamente. Il seguito è stato classificato in maniera abbastanza precisa dai vostri scienziati in base ai ritrovamenti dei resti delle civiltà passate, salvo alcune lacune ed errori…..- Lasciò la frase in sospeso, mentre cambiava posizione sul sasso in cui sedeva ormai da diverso tempo. Jack, invece, cominciò ad agitarsi, non poco.
-Quali errori?- domandò incuriosito, ma nello stesso tempo conscio di quello che poteva dirgli.
- Non tutto è andato esattamente come gli scienziati e gli studiosi di tutti i tempi hanno sempre affermato. Però non sono autorizzato a rivelarlo al momento.- I suoi occhi si strinsero ulteriormente.
- Forse in seguito potrebbe venirne a conoscenza.-
Ecco. L'esca era stata gettata ed in maniera abbastanza smaccata. Era sicuro che si sarebbe gettato in un mare di guai, ma che tipo di guai? E che parte avrebbe preso in tutta questa storia? Forse un po' scettico per l'assurdità della cosa, ma aveva deciso di stare al suo gioco, quale che fosse. Poteva sempre fare marcia indietro. La comparsa di quel cilindro, l'immagine tridimensionale dello spazio che avevo visto, non era sicuramente tecnologia terrestre.
-La tua scelta non è stata casuale.- riprese il vecchio capellone.
- tramite le nostre apparecchiature, abbiamo studiato la personalità di migliaia di persone su tutto il vostro pianeta. In quest'anno ho contattato personalmente il gruppo che risultava idoneo alle nostre necessità. Ognuno di loro ha reagito in maniera differente alla mia comparsa e alla storia che ho raccontato. La personalità di ognuno ha guidato la loro reazione. Qui devo ammettere che ci sono state molte sorprese. Ogni livello di difficoltà, di responsabilità e di potere, metteva in luce i lati oscuri del loro essere, pecche di ordine morale e di comportamento. In genere gli esseri umani vengono influenzati nei loro comportamenti dalle situazioni. Il raziocinio e la buona volontà vengono sopraffatti dall'avidità, anche in persone che in una situazione normale sembravano esserne immuni. Tutto ciò che svelavo loro, aumentava il loro io, perché potevano comprendere l'enormità del potere loro concesso. La loro cupidigia si faceva sempre più grande.-
Il giovane lo interruppe.
- Mi scusi tanto. Se gli umani da lei contattati, non si sono rivelati all'altezza, perché non vi affidate alle vostre razze superiori, che fanno parte della Federazione?-
Lo aveva messo in difficoltà. Almeno così credeva.
-Poi - continuò - non vorrà farmi credere che sono rimasto solo io a rappresentare l'estrema risorsa di cui sembra che voi abbiate assoluto bisogno?- Non credo di essere la persona più indicata per fare ancora non so che cosa, ma certo, come che c'è il sole in questo momento, non ho le conoscenze tecniche necessarie. Non sono né uno scienziato né un luminare della politica o che altro. Mi rimane difficile accettare tutto questo. Sono impressionato e affascinato da quanto mi ha detto, non lo nego. ribadisco che non sono la persona adatta per i suoi scopi.-
-Questo è quello che volevo sentire. Si è risposto da solo. Dichiarando con forza che non si sentiva all'altezza del compito, quale che fosse, perché ancora non lo sa, si è dimostrata una persona consapevole dei suoi limiti, ma attratta dalla ricerca della verità, quale che sia. Quelli che l'hanno preceduta, avevano già la cura per risolvere qualsiasi compito a loro assegnato, dimostrandosi troppo precipitosi, ansiosi di non perdere l'occasione che si presentava loro.-
A quel punto capì che era arrivato al punto di non ritorno. Senz'altro quello che gli sarebbe successo da ora in poi, avrebbe cambiato completamente la sua vita. Il suo interlocutore si alzò in piedi e si voltò dirigendosi verso il cilindro nero, lucido, minaccioso. Quando giunse ad un metro da esso, un vano luminoso scintillò nell'aria circostante. Senza voltarsi gli fece cenno di seguirlo, certo che lo avrebbe fatto. Restò un attimo perplesso, poi scrollò le spalle e decise di seguirlo. Sarebbe stata una giornata sicuramente interessante. Estremamente interessante. Non negava che ne era anche lusingato. Quello che gli stava accadendo non era certo cosa di tutti i giorni. Tra poco la sua curiosità sarebbe stata appagata. Era certo di questo. Sarebbe venuto a conoscenza di cose importanti. Si infilò così dentro l'apertura, senza ulteriori incertezze. La porta luminosa si oscurò dietro di lui. La prima sorpresa venne dall'ampiezza dell'ambiente, insospettabile dall'esterno. Se dal di fuori aveva le dimensioni di un container, visto dal dentro, poteva senz'altro contenere un 747, ma le pareti erano indefinite, come se la distanza fosse molto più grande di quanto poteva sembrare a lui. I colori andavano dal blu cobalto al verde più profondo. Non aveva mai pensato di essere un pauroso, ma questa vista gli fece prudere il cuoio capelluto. Non era un set cinematografico creato dall'uomo. Un rivolo di sudore gli scese giù per la schiena. Si guardò intorno e si avvicinò al vecchio, che era seduto davanti ad uno schermo con luci intermittenti, cifre che scorrevano a lato, sopra ed in altri piccoli schermi. Tutto quello che ci si poteva aspettare di vedere in un mezzo alieno nel miglior film di fantascienza. Solo che non le aveva mai viste.
- Quello che vede è solo per non confonderle le idee. Sicuramente era la scenografia che si aspettava. Non volevo deluderla. Conceda a questo povero vecchio di scherzare un po'. E' prematuro per lei affrontare cose al di fuori delle sue conoscenze attuali. E' meglio procedere con calma. Abbiamo tutto il tempo. Ho voluto solo rappresentare la nostra tecnologia come se fosse solo un'estensione della vostra. Perché potesse meglio comprenderla.-
Come se lui capisse quello che vedeva. Le sue conoscenze tecniche si fermavano all'uso del computer per scrivere musica e qualche lettera. Nel posto dove si trovava c'era sicuramente da studiare un altro po'.
- Dovendo misurare quale differenza c'è tra la vostra tecnologia attuale e quella della Federazione, posso darle l'idea approssimativa in questo modo: confrontare il livello evolutivo di un'ameba del vostro Quaternario e questa navetta, che non è quella che sembra.-
- Allora questo benedetto cilindro non si muove a razzo?- Andava a tentoni, ma solo per farlo parlare.
- Direi proprio di no... diciamo che si sposta per trasferimento di atomi.-
- Ecco... l'avevo capito.- rispose Jack imbarazzato della sua ignoranza.
La risata di entrambi, che seguì, rallentò la tensione.
Uno scampanellio leggero aleggiò nell'aria.
-Siamo arrivati.- Chiarì il vecchio alla sua muta domanda e si alzò, dirigendosi verso un'altra apertura luminosa contornata da luci ricorrenti che lampeggiavano lungo i bordi.

- Seguimi .- e attraversò senza voltarsi.
Beh… se prima erano in un hangar, ora erano entrati nell'ambiente più vasto che poteva immaginarsi. Una specie di carrello si era avvicinato. Aveva sedili ed una consolle, almeno gli assomigliava, davanti al sedile di testa.
Il suo ospite lo occupò e appoggiò la mano destra sopra una mezza sfera gialla.
Si stavano muovendo a velocità sostenuta e solo il vento in faccia dava il senso della velocità. Il paesaggio era talmente vasto che non cambiava prospettiva con l'andare dei minuti. Poi di colpo la vista cambiò. Entrarono in un giardino fitto di piante, molte strane, ma alcune le conosceva. I colori erano veramente alieni, non erano certamente terrestri.
Il loro veicolo si fermò dolcemente davanti ad una costruzione che sembrava fatta di cristallo, a cupola, dorata, che faceva senz'altro il suo bell'effetto con il verde del prato e della vegetazione multicolore.
- Siamo arrivati al Modulo Centrale.- accennò la sua giuda e scese. Iack l'imitò prontamente.
A quel punto si concesse una sigaretta. Ci voleva proprio. Era carico come una pila.
L'interno della cupola era come un salotto di quelli buoni con divani, poltrone e una folta moquette color crema. Il pavimento si alternava a zone ricoperte di materiale tipo legno.
Le luci erano sospese in aria, come galleggianti sull'acqua, e diffondevano una luce morbida, riposante.

La rivelazione

Dopo un po' di tempo erano nel pieno delle spiegazioni.
L'acquisizione di tutti i dati specifici ad un certo argomento avviene tramite sonde psichiche. Durante il sonno e la veglia, si possono acquisire informazioni, rimanendo liberi di fare altre cose.
Il cervello è capace di immagazzinare una massa enorme di conoscenza con questo sistema, non si affatica e non si crea ridondanza. In questo modo chiunque può aggiornarsi su un tema specifico, senza tralasciare quello che fa al momento e così può dare valutazioni più precise ed il modo di procedere sarà filtrato dalle conoscenze acquisite e dal senso critico.
Così erano nella stanza dei bottoni. Lì confluivano i dati delle sonde, in tempo reale, di tutto quello che succedeva, tenetevi forte, nel nostro caso in tutto il Settore della Galassia.
Tutto ciò che era successo negli anni da quando era in funzione questa Stazione di controllo, quarantamila, era immagazzinato qui. Ogni più piccola informazione, di qualunque posto, poteva venire richiamata all'istante dal pannello principale che raffigurava l'evoluzione del tempo e del sito. La risposta era a voce, linguaggio a scelta, e scritto sul pannello olografico.

Il vecchio stava seduto in una poltrona enorme, comodissima, Jack in una poltrona gemella e seguiva le sue mosse. Fino a quel momento non aveva fatto un fiato, perché era curioso di sapere alla fine di questo racconto, quale sarebbe stato il suo ruolo nella faccenda.
Tutta questa serie di eventi straordinari, ancora li ritiene tali, lo stava letteralmente sommergendo, ma non ne era impaurito, solo un attimo sconcertato. Cosa ci faceva in questo posto incredibile ed inverosimile, per quale merito personale? Ancora buio totale.
La poltrona girò ed il vecchio, di cui non sapeva ancora il nome, intrecciò le dita sotto il mento e lo guardò in silenzio. Aspettava che gli dicesse qualcosa. O cosa?
Ora siamo giunti al punto di non ritorno.- cominciò.
Si stavano scoprendo le carte. Sollevò leggermente una mano.
- Le spiego.-
- Ha accumulato tutte le informazioni che le servono per dare la risposta a ciò che le chiederò.- Un attimo di pausa.
- Vuole diventare il Controllore di questo Settore?-
- I tempi ormai sono maturi perché in questa Stazione operi un umano che tenga la situazione nel giusto equilibrio tra evoluzione sociale e tecnologia.-
- Avrà la più ampia discrezionalità di intervento sui tempi e sui metodi perché questo accada. Deciderà lei cosa dare all'uomo in termini di benessere e conoscenze, per farlo arrivare al punto di parità tecnologica con la Federazione.-
- Pertanto è fondamentale una buona dosa di discernimento tra ciò che è bene per l'uomo e ciò che è dannoso. Tutto è relativo alla capacità di recepire nel modo migliore le novità. Comunque l'indirizzo che le do è solo una traccia, che può anche non seguire, sarà libero di scegliere cosa fare nella più completa autonomia. Non ci sarà condizionamento. Tenga comunque presente, senz'altro le sarà venuto in mente, che l'evoluzione deve sempre avvenire secondo la realtà oggettiva della specie sottoposta a controllo.- Si fermo un attimo per fargli digerire la cosa e riprese:
- E' ora il momento di condurla verso.. e qui fece una pausa, - verso le stelle.-
- Con i giusti interventi mirati farà progredire la razza umana fino a che sarà in grado tecnicamente e moralmente di andare verso le stelle. La scommessa è grande e chi, meglio di un uomo, può guidare quest' ascesa verso lo spazio e verso la conoscenza più profonda.-
- Cosa ne pensa?- e si rivolse verso di lui, guardandolo interrogativo.
- Così a caldo posso solo dire che l'impresa mi sembra ardua per una persona semplice come me.- Non penso di essere la persona più indicata allo scopo.- Tacque un attimo. Sentiva una pressione strana negli orecchi.
- Sono solo un musicista; il mio spessore culturale è ridicolo per ciò che mi aspetta. Non ne sono all'altezza.- assentì con fermezza. Tutta la faccenda stava prendendo una piega che non gli piaceva affatto. Vedeva grosse nubi nere all'orizzonte. Tutto quello che diceva o faceva non faceva altro che spingerlo sempre più in profondità. Più dubbi esprimeva al vecchio, più lui era convinto di avere scelto la persona giusta allo scopo.
Tentò di dissuaderlo.
-Non è lei la persona che si occupa di questa Stazione? Perché cercare un altro? Me, nel caso specifico. E 'lei lo specialista, quello che conosce tutte le risposte. Io non so niente. Mi sono sempre limitato a vivere in maniera decente. Insisto. Trovi uno più qualificato.-
Ancora un attimo di pausa e giunse la sentenza.
-Il motivo principale della mia scelta è proprio questo.. Un non specialista. Una persona non coinvolta completamente in un campo specifico. Questo mi da la sicurezza che non c'è e non ci sarà privilegio per campi specifici, ma solo la visione generale, nel suo insieme. Un insieme di interessi, senza privilegiarne nessuno in particolare. La sua preparazione culturale e tecnica è a tutto tondo, deve solo avere informazioni specifiche su alcuni settori. Il suo cervello è preparato per il più ampio spazio critico. E cosa importante, il suo animo è aperto e limpido, senza condizionamenti.
Questa senz'altro è la spiegazione migliore per la mia scelta.
Sta a lei ora, accettare ciò che le proporrò.-
Jack sbuffò un po' e stremato allargò le braccia.
Un lampo di soddisfazione illuminò gli occhi del Controllore.
- Come ho accennato prima, è il momento di avere un responsabile umano a tempo pieno in questo Settore, che segua la linea di condotta di cui abbiamo parlato prima. Ribadisco di nuovo che le scelte prese saranno fatte in piena autonomia e con la facoltà di usare tutti i mezzi che verranno reputati necessari per il raggiungimento degli scopi prefissati. L'unico traguardo da raggiungere è " liberi fino alle stelle ". Va da se che i metodi da seguire sono a sua completa discrezione. L'unificazione di tutti i popoli della Terra, la loro uguaglianza e parità di diritti, la sconfitta dei mali e delle miserie che vi affliggono, saranno la condizione, sine qua non (testuali in latino) ,non sarà possibile l'evoluzione necessaria per sostenere lo sforzo di arrivare a ciò che aspetta l'Umanità.
L'intelligenza artificiale che l'aiuterà - e indicò il pannello sospeso, che lampeggiò come soddisfatto,- le darà tutti gli strumenti necessari per realizzare le sue idee; vaglierà migliaia di ipotesi, studierà le variabili e tutto ciò che la può aiutare nelle scelte. Sarà un amico fedele e devoto che la solleverà dal lavoro di routine, che altrimenti richiederebbe moltissimo tempo. Tutto quello che le passa per la mente riguardo ad una scelta specifica sarà da lui attentamente vagliato e le risultanti messe a disposizione per ulteriori analisi. Può attingere ai suoi banchi memoria che contengono tutto lo scibile delle galassie conosciute, elaborare le domande e restituirle in maniera che lei possa comprendere le risposte e tramite la sonda aumenterà la sua conoscenza. La maglia dei ricettori terrestri è al momento completamente attiva , non rilevabile e pronta ad eseguire tutti i comandi che saranno loro impartiti. In qualsiasi momento potrà assistere a qualsiasi evento che si svolge sulla Terra, senza essere presente di persona, a quelli che sono già accaduti, perché tutto viene registrato e può essere richiamato in qualsiasi momento. Il suo collaboratore provvederà a tradurre le lingue che non conosce, come nei film stranieri. In questo modo potrà presenziare a tutti gli eventi che possono interessarla-.
Interruppe il suo interlocutore. Gli era venuto un dubbio a dir poco atroce.
-Ci vorrà de tempo per preparare il tutto e portare avanti una qualsiasi strategia. Dire decine di anni è dir poco.-
- Per vostra sfortuna, sono solo un essere umano che ha un tempo limitato per portare avanti queste linee di azione. Per avere qualche risultato apprezzabile, seguendo la linea di condotta da lei accennata, ad occhio e croce ci vorrà un centinaio di anni e con tutta la buona volontà…..- Lasciò in sospeso la frase.
- Ci vorranno dei sostituti che si possano ….-
Il Vecchio lo fermò con un cenno della mano.
- Ottima domanda.- assentì tranquillo.
- La risposta è più semplice di quello che crede.-
- Dentro la Stazione o anche nei teletrasporti come quello che ci ha portato qui, è in funzione un blocco temporale.-
- Cosa?- chiese preoccupato Jack.
- Semplicemente il tempo si ferma al momento dell'ingresso. All'esterno invece il tempo scorre normale come lei lo conosce. Per il suo organismo conta solo il tempo trascorso sulla Terra o fuori dei moduli. Potrà recarsi di persona tramite le Porte ST, spazio tempo, in qualsiasi luogo vuole, anche in tempi passati.- Potrà assistere di persona a tutti gli eventi successi.- Sorrise e ammiccò.-
- Sono sicuro che solo questo la ripagherà dell'impegno che prenderà con la Federazione.-
Dovette ammettere che questo gadget lo fece decidere all'istante. Avere la possibilità di vedere di persona…Rimase senza fiato.
- Inoltre in una frazione di secondo potrà spostarsi dove vuole. Questa specie di matita dorata, con cui mi ha visto attivare il cilindro, le permetterà di stare sempre collegato con l'Intelligenza, avrà la massima protezione dalle sonde, tipo guardie del corpo, anche se potrà attivare uno scudo personale, semplicemente invocandolo e tutto quello che le può servire al momento. Non potrebbe finire sotto un'automobile, neanche se lo volesse. Niente e nessuno la può avvicinare senza che lei lo voglia. Se, in qualsiasi momento , decidesse di spostarsi sulla Terra, potrà sfruttare i benefici e la protezione del Modulo della Stazione.. In poche parole, se vorrà abitare in una casa qualsiasi, anche nella sua attuale dimora, il Modulo si adatterà perfettamente all'interno di essa, mantenendo inalterate le sue funzioni di collegamento con la Stazione. Nella Stazione sono a disposizione un migliaio di androidi, che risulteranno umani al cento percento, anche al più attento degli esami. La loro forma esterna può assumere qualsiasi aspetto umano che può servire. Sono praticamente indistruttibili e sicuramente letali per chiunque può attentare alla vita e all'incolumità del Controllore e di chiunque lui decida che debba essere protetto e coadiuvati dalle sonde; sono una barriera impenetrabile anche agli ordigni nucleari, che al momento è l'arma di maggior potere distruttivo di cui dispone la Terra.
Se accetterà l'incarico e inizierà a modificare lo stato attuale delle cose, ci saranno persone e governi che proveranno a contrastare questo programma e si potrebbero creare dei problemi, anche seri.-
Intanto il viaggio continuava.
A questo punto era d'obbligo la domanda.
- Dove si trova adesso la Stazione?-
- Venga, le faccio vedere.- Si avvicinò allo schermo e sfiorò la superficie con la punta delle dita.
- Posizione.- chiese
Apparvero d'incanto delle palline colorate di varia grandezza che ruotavano lentamente intorno ad un punto splendente, sicuramente una Stella. Guardando meglio capì che era il sistema solare.
- Ma è il nostro sistema…-
- Sì... esatto. Questo è il Sole , Mercurio, la Terra, Marte, Giove, Saturno, Urano e Nettuno.-
Quando indicò questo pianeta che era il più lontano dal Sole, vide nella parte in ombra una luce lampeggiante, al che a Jack venne un sospetto, che subito gli venne confermato.
- Allora siamo dietro ad Urano, ma come ci siamo arrivati? Non ho avuto la sensazione di aver viaggiato, almeno come sono abituato io. Cristo ! Certo, le Porte…-
- Indovinato. Con la tecnologia delle Porte si annulla lo spazio tempo e si va dove si vuole, all'istante.-
- Allora questa Stazione è un'astronave?.- chiese curioso.
- Chiamarla astronave è a dir poco riduttivo. In effetti è un'immensa intelligenza artificiale agganciata ad una Porta di settore, per le trasmissioni con il Nucleo centrale. Misura sessanta dei vostri chilometri per cinque di larghezza e due di altezza. Un immenso contenitore per l'Intelligenza e tutta la parte bassa adibita a zona di meditazione e di soggiorno per il Controllore. Tutte le attività sono controllate dall'Intelligenza.-
A questo punto dovette ammettere che era abbastanza impressionato, forse anche perplesso. Tutto questo accadeva a lui, perché? Chi era lui per avere tutto questo potere, senza neanche averlo chiesto. C'era di che perdere la testa. Era stato catapultato in una situazione nuova di zecca, impensabile per una persona con la testa a posto. Mentre questi pensieri gli frullavano nella testa, il vecchio continuava a parlare.
Intervenne.
- Con un cervellone così, perché devo esserci io a dirigere la baracca?-
Il suo ospite non fece una piega.
- In questo caso deve essere l'uomo a scegliersi il suo destino. A noi non è permesso intromettersi e creare delle condizioni di modifica. Anche in altri settori, dove questo è già successo, sono state le razze più progredite che hanno diretto l'evoluzione. Nel vostro caso siete i soli in questa galassia per un raggio di oltre trecento anni luce, quindi…devo dire che tutto ha funzionato nel migliore dei modi.-
E qui gli scappò una frase apparentemente innocua, ma che gli avrebbe procurato tanti di quei guai, che oggi, ad ogni occasione d'incontro tra loro, non mancava di farlo presente e lui giù a ridere di cuore, vedendolo contrariato.
-Nel ruolo di Controllore, rientra anche il ruolo della protezione da intromissioni esterne sconosciute. Questo comunque è un Settore tranquillo e molto distante dalle zone più trafficate. L'aspetta un lavoro tranquillo e proficuo. Tra alcune ore la dovrò lasciare, per altri impegni in un altro Settore. Così potrà prendere confidenza con la Centrale Operativa. Si prenda tutto il tempo che vuole. Non ci sono scadenze. Il tempo adesso non rappresenta più un problema per lei. L'Intelligenza la seguirà passo passo e la terrà aggiornata su tutto quello che ci sarà da sapere. Inoltre il nostro centro medico la rimetterà al posto fisicamente, così sarà in piena forma in breve tempo e lavorerà meglio. Io tornerò tra un anno terrestre, quello è l'orologio regolato al suo tempo.- e lo indicò, sempre sul pannello di controllo.
- Si prenda una pausa, ascolti della buona musica e si goda pure la cucina di qui. E' a dir poco sensazionale, secondo il vostro metro.-
Stava per andarsene; non gli aveva chiesto nemmeno il suo nome.
- Nella sua lingua mi può chiamare Zilth. A presto signor Keegan.- E scomparve attraverso la Porta.
Passarono alcuni giorni di apprendistato molto interessanti. Dette anche un nome all'Intelligenza, per avere un contatto immediato. Da lui non riuscì però a farsi chiamare per nome. Per lui restava il Controllore, il Signore assoluto della Stazione. Scelse il nome K, come quello della sua ex e cosa da sballo, dalla sua memoria estrapolò anche il suono della sua voce. Semplicemente perfetto.
Lentamente la Centrale operativa arrivò al 100% dell'attività ed il giovane con lei.
Bastava che chiamasse e lo schermo appariva. Dove si trovava. Non c'era motivo di andare alla postazione, come in ufficio. Poteva stare seduto sotto un albero e dialogare con K.
Prese visione delle attività umane, dalle più semplici a quelle delle multinazionali più potenti. La partita iniziava con loro. Dalle estrapolazioni finali, ebbe un resoconto del movimento di denaro che passava da una banca all'altra.
Passò poi alla situazione economica dei vari Paesi, previsioni e misure da prendere per correggere le situazioni a debito.
Consultò anche il problema ecologico, connesso agli scarichi industriali e umani. Fu ragguagliato anche in questo caso con previsioni nell'arco degli anni e possibili contromisure da prendere.
Si prese del tempo per riflettere sul da farsi. Stava tranquillamente seduto a fumarsi una sigaretta, dopo aver pranzato, che il modus operandi gli venne chiaro alla mente. Chiamò K.
- Torniamo sulla Terra. Ho bisogno di prendere contatto con il mio avvocato e spiegò il tutto al suo aiutante, anzi alla sua aiutante.-
- Pregevole come inizio, se posso permettermi un giudizio. Qualche istante di pazienza e verranno effettuati i cambiamenti richiesti.- gli rispose.
Un leggero tremolio e si ritrovò dentro casa sua, al secondo piano di una vecchia fabbrica di abbigliamento in disuso, che aveva ristrutturato a loft alla periferia nord di S. Francisco. Andò verso il telefono e compose il numero. Roger Mulligan, il suo avvocato e amico di vecchia data, rispose con la sua voce un po' roca e profonda. Gli disse chi era.
- Allora sono finite le vacanze. E' un pezzo che non ti fai sentire.-
- Mi serve la tua consulenza professionale per una certa attività che voglio intraprendere.-
- Era ora di cominciare a fare soldi. Non che con il tuo lavoro attuale non guadagni, ma un'impresa è un'altra cosa. Ma cos'hai in mente?- Era curioso come un gatto, ma non c'era malizia in quello che diceva.
- Stasera alle otto ti aspetto a cena da me e ti spiego tutto. Per telefono non è il caso. E' una cosa lunga e complicata. A voce viene meglio. D'accordo?-
- O.K. alle otto.- e chiuse la comunicazione. Aveva pianificato la sua linea d'azione con K, che era naturalmente d'accordo, cioè approvava in pieno la sua iniziativa. Avrebbe cominciato con l'acquisire un centinaio di società operanti nei vari settori industriali, collocate in giro per il mondo e senza apparente collegamento. La riunione sarebbe avvenuta al momento opportuno. Tutto ciò era necessario per immettere nel mercato mondiale un pacchetto di nuova tecnologia, che a prima vista sarebbe stata quasi ovvia, ma necessaria per un ulteriore passo avanti. La scienza attuale stava segnando il passo da almeno dieci anni. Nessuna conquista significativa era apparsa all'orizzonte. Solo la teorizzazione di quanto si sarebbe dovuto fare, senza averne il supporto tecnico necessario. Quindi doveva fare si che si realizzasse un incremento scientifico significativo. Gettate le basi iniziali, acquistata la credibilità iniziale a livello mondiale sulle potenzialità inventive delle aziende, avrebbe avuto campo libero per accelerare l'immissione di nuova tecnologia, sempre più sofisticata, ma credibile.
Il suono del campanello esterno lo riportò alla realtà.
- Il signor Mulligan è arrivato.- K anticipò l'identità del visitatore.
- Grazie. Ora non ho più bisogno di te, intanto porta avanti l'elenco delle ditte da comprare.- Roger entrò al solito come una folata di vento.
-Allora a chi facciamo la festa?- gli chiese subito, togliendosi il soprabito e gettandolo sopra un divano. Prese il bicchiere di vino rosso che gli porgeva e si accomodò. Era pronto ad ascoltare cosa aveva in mente il suo amico. La sua riluttanza a rivelargli qualcosa, lo rendeva impaziente.
-Prima ceniamo e poi parliamo di affari- lo fermò Jack. Mangiarono tutto quello che c'era sopra la tavola apparecchiata parlando di amici comuni, di donne e risero di gusto alle facezie che venivano sparate a ripetizione da Roger, che dopo due bicchieri di vino, diventava incontenibile. Dopo il caffè si misero comodi con una sigaretta tra le dita.
- Ho deciso di acquistare una società che produce hardware elettronico. Mi sono venute in testa certe idee che ritengo interessanti e vorrei poterle produrre. Ho bisogno di uno staff di ricercatori in gamba a cui fare riferimento e sviluppare certi progetti.-
- Hai già in mente qualche ditta in particolare?- Quando voleva era molto professionale, ma ancora si tratteneva e conoscendolo, Jack sapeva che faceva una gran fatica. Non era ancora il momento per metterlo a parte di certe cose. Non tutto, ma quanto bastava per convincerlo della sua serietà sull'argomento.
- Conosco una ditta che farebbe al caso tuo, a circa trenta chilometri da qui, che ha i requisiti che vuoi, ma scusa se te lo chiedo... e i capitali? E' un'attività, anche se piccola, che richiederà un investimento di almeno cinque milioni di dollari. Scusa la mia curiosità, ma tu non possiedi una cifra simile.- Affermò convinto. Si vedeva che era contento di averglielo chiesto. Era lì che aspettava la sua risposta a questa domanda. Lo osservava sornione, come una faina che ha appena agguantato un topolino. Mentre aspettava il suo arrivo, Jack, tramite alcuni intermediari internazionali, aveva immesso nel mercato una tonnellata d'oro in barre, fornitogli dal suo interlocutore del Modulo. Il capitale ricavato da questa transazione fu riversato su vari conti esteri, che erano stati aperti tramite computer. Ulteriori passaggi cancellarono le tracce di queste operazioni; se ci fossero state indagini al riguardo e ce ne sarebbero state, quand'anche fosse emersa l'ampiezza di ciò che avrebbe fatto, non sarebbe stato possibile risalire ai versamenti originari. Decise di rispondere con molta franchezza alla persona che gli stava davanti, un amico di cui avrebbe avuto bisogno anche in seguito.
- Ho avuto, diciamo, una specie di eredità. Una grossa eredità, davvero un mucchio di soldi.- Fece una pausa per fargli arrivare il messaggio.
- E quanto sarebbe un mucchio di soldi?- Incalzò Roger, alzandosi un po' dalla poltrona. Aveva annusato l'odore che più gli piaceva. Quando si parlava di soldi, partiva in quarta. Diverse volte avevano fatto degli affari insieme e tutto era sempre andato a buon fine, quindi perché non adesso?
- Qualche centinaio di milioni di dollari.- Sparò Jack serio. Il suo povero amico diventò rosso come un peperone. Gli occhi gli si sgranarono. Non si aspettava una cifra del genere. Non dal suo amico Jack, che si stava divertendo come un matto. La situazione era alquanto comica.
- Hai rapinato una banca federale senza dirmi niente?- Poi il raziocinio lo riportò alla realtà. Sapeva benissimo che Jack non era un rapinatore di banche. Era stata solo una reazione alla calma con cui gli aveva detto dei soldi di cui disponeva. Così di punto in bianco, senza dirgli altro.
- Ma tutta questa grana da dove viene? Non voglio fare il curioso, ma concedimi che questa domanda è a dir poco legittima. Come amico e come tuo avvocato, conosco bene la tua situazione finanziaria e i tuoi parenti, non mi risulta che ce ne siano di facoltosi a quel livello, ma se non puoi dirmi niente.. è lo stesso.
- Non pensava certo quello che aveva appena detto. Sbuffò e si spostò a disagio sulla poltrona. Doveva dirgli qualcosa, altrimenti sarebbe esploso.
- O.k. Non è un'eredità. Diciamo che un amico, di cui non ti posso fare il nome per adesso, mi ha fatto una specie di prestito. Premetto che sono soldi assolutamente puliti, legali. Ho avuto l'occasione di incontrarlo, abbiamo parlato e sembra che gli siano piaciute le mie idee. Ti confesso che anch'io sono rimasto sconcertato quando mi ha fatto l'offerta, ma quando ha preso il telefono e ha fatto trasferire tutta quella mercanzia in conti bancari intestati a nome mio, mi sono dovuto ricredere. Non chiedermi perché l'ha fatto. Non lo so. Devo usarli, anzi dobbiamo usarli per fare questi acquisti di aziende, di cui ho un elenco aggiornato. Lavorerai per me al 5% sulle varie transazioni, che riusciremo a concludere. Se saprò qualcosa di nuovo ti metterò al corrente di sicuro. Fidati.- Questa tirata sembrò tranquillizzarlo. Almeno per il momento. Poi sarebbe tornato alla carica. Gli porse la lista che aveva preparato in precedenza. - Contatta queste aziende per l'acquisizione di azioni e annuncia loro la cessione di brevetti da sviluppare e da realizzare. Le modalità di acquisizione da parte loro, saranno il controvalore di quote aziendali.-
- Ci saranno delle resistenze.- lo avvertì. - Cedere la loro azienda per dei brevetti di là da venire...- fece la faccia seria.
- Non ti preoccupare per questo. Quando conosceranno ciò che verrà loro ceduto, faranno a gara per accaparrarselo. Solo con l'annuncio dell'immissione sul mercato di questi nuovi prodotti, il valore delle loro azioni salirà alle stelle.- Queste ultime parole erano davvero profetiche. - Ma tu non sei mai stato un inventore. Dove hai scovato queste tue scoperte rivoluzionarie?- La domanda era d'obbligo da parte sua.
- E' il mio amico l'inventore, che però vuole rimanere anonimo. Ecco perché sono entrato in ballo io. Ora basta con le domande. Mettiti al lavoro e fai in fretta. Questo è solo l'inizio.-
La discussione era finita. L'accompagnò alla porta e lì si salutarono. Aveva bisogno di riposare. Era stata una giornata piena. La prima di una lunga serie. Nel giro di poche ore, K aveva fatto affluire nei vari conti oltre cinque miliardi di dollari, euro, yen e altre valute forti. La campagna acquisti sarebbe stata intensa. Si dovevano gettare le basi per la produzione di tecnologia, quale l'uomo non aveva mai assistito dalla scoperta del fuoco. La comparsa di supercalcolatori, figli minori di K, avrebbe aperto le porte a nuove conoscenze e nuove possibilità fino ad adesso sconosciute, solo sognate. Roger si fece vivo dopo appena un giorno. Era sempre stato un tipo efficiente. - Ti ho procurato gli appuntamenti con tutti i dirigenti delle ditte che ti interessano. Ti confesso che sono curiosi di vedere questi progetti rivoluzionari. Si muoverebbero enormi quantità di denaro e non esiste persona al mondo che rifiuterebbe di averne la sua fetta. Appena arrivo da te, potremo cominciare in videoconferenza con la prima della lista. A tra poco.- Dal suo schermo Jack vedeva la sala riunioni della Hard Com. Una ventina di capi settore era rivolta verso l'immagine che gli rimandava K, non proprio la sua faccia, ma un sostituto, aveva detto la sua balia. Aveva spedito loro un progetto di hardware che nel giro di un anno avrebbe sostituito tutto l'esistente, con prestazioni e con capacità superiori al 2000%. Un paio di loro tecnici stavano confabulando velocemente. Naturalmente sentiva perfettamente quello che si dicevano, tramite le sonde, che riportavano il tutto su altri schermi. Roger si era accorto di tutto questo, ma non aveva aperto bocca. - Secondo i miei ingegneri, questi progetti sono realizzabili, dopo aver approntato i macchinari necessari a produrre i vari componenti che sono richiesti dal suo progetto. E' veramente interessante. La commercializzazione di queste nuove macchine informatiche darà un forte impulso al settore e non solo a questo.- Il capo della baracca era veramente interessato.
- Potremmo cedere il 51% dell'azienda al suo valore di mercato con una maggiorazione del 15% su ogni azione, solo perché sarà una transazione per contanti. I nostri azionisti non devono potersi lamentare della cessione e io potrei perdere il posto per questo.-
- Ma è un furto bello e buono.- inveì Roger, scattando dalla poltrona, come se fosse nella sala dell'azienda. Jack gli fece cenno con una mano di sedersi. - D'accordo.- dichiarò Jack.- Per domani saranno pronti i documenti per questa transazione. Con la firma riceverete un bonifico di 130 milioni di dollari. Dopo, il vostro staff riceverà i progetti completi di tutto. Entro sei mesi la nostra azienda sarà leader sul settore informatico. Grazie per l'attenzione.- Chiuse la comunicazione. - Jack, tu sei matto. Hai pagato quello che chiedevano senza fare una piega. Se mi facevi contrattare un po', potevamo risparmiare almeno venti milioni.- - Avrei pagato anche 500 milioni se me l'avessero chiesto. Ho bisogno di quell'azienda. Non sai quanto sia importante.- Cercò di calmarlo. Per tutto il giorno continuarono questi videoincontri in diretta e nello stesso tempo, a ciò che si diceva l'altra parte, prima e dopo. Il suo amico e avvocato era al settimo cielo. In un giorno aveva stipulato più contratti di tutti gli Stati Uniti messi insieme. - Hai guadagnato un bel sacco di grana, oggi, no? Non sei stanco? Facciamo una pausa.- Il suo invito non fu preso in considerazione. - Ho bisogno di controllare alcuni contratti. Certe voci non sono abbastanza chiare.- - Guarda che è tutto a posto. Ho già controllato io.- Lo rassicurò. Non era vero. K aveva fatto i contratti e controllato le modifiche, come tutto quanto. Non ci sarebbero stati imbrogli di sorta. Non esisteva sulla Terra avvocato capace di intrappolare K. Alzò lo sguardo un attimo dalle carte sparse sul tavolo, ma solo un attimo. - Da quando sei diventato un esperto finanziario? Mi giunge nuova.- Scrollò le spalle. Jack intanto si fece un panino. Il suo amico avvocato lo imitò. Passò del tempo, ma solo all'orologio attaccato alla parete. - E' tutto a posto. I contratti si possono stipulare senza problemi.- Esclamò soddisfatto del suo controllo, posando la copia delle transazioni sul tavolo. Jack rinunciò a ribattere. Non era il momento di dare altre spiegazioni. In una sola settimana avevano acquistato oltre 1500 aziende in tutto il mondo, anche nelle zone della Terra non tecnologicamente sviluppate. Anche quelle zone avrebbero conosciuto presto diciamo un certo miglioramento. Tutti i settori erano rappresentati. Ognuno avrebbe avuto il suo input. Per l'agricoltura, ad esempio, si sarebbe prodotto in uno stabilimento dell'ex Sudafrica, un nuovo fertilizzante che avrebbe aumentato la produzione del 60%, senza impoverire il terreno. Con nuovi procedimenti si sarebbero prodotti nuovi sementi resistenti ad ogni tipo di parassita. Le aziende che fino ad allora fornivano gli antiparassitari, sarebbero state coinvolte nella produzione di un nuovo prodotto, che inserito nelle vasche di decantazione degli scarichi civili ed industriali, avrebbe abbattuto tutti gli agenti inquinanti presenti. Era ora di avere di nuovo acqua limpida e non solo a parole. Altre aziende avrebbero messo a punto nuovi laminati per sostituire il legno, in modo che gli alberi, anche quelli più pregiati, non sarebbero stati abbattuti. Le aziende erano localizzate in questi luoghi di produzioni che sarebbero cessate da li a poco. L'indotto interessato avrebbe continuato a svolgere il proprio lavoro con i nuovi prodotti.
****INSERTO
Era passato un anno. Roger si era trasferito in un appartamento attiguo al suo, per non perdere tempo, così lui diceva. Lo aveva messo al corrente di tutto. Un giro turistico attraverso il sistema solare lo aveva convinto completamente, se ce ne fosse stato bisogno. Ne era entusiasta. Gli confessò che aveva nutrito dei seri dubbi sulla sua storia fin dall'inizio, ma si era sempre fidato del suo intuito e lo aveva seguito senza fare storie e soprattutto senza fare domande a cui Jack non voleva rispondere, almeno all'inizio. Era diventato anche un uomo molto ricco, ma ormai non era più interessato al conto in banca. Sarebbe stato negli anni a venire un vero amico con cui confrontarsi, anche se poi le decisioni sarebbero state esclusivamente sue. Quello che stava facendo lo gratificava oltre misura. Roger non era sposato, ma si vedeva saltuariamente con una dottoressa del S. Francisco Hospital . Jack ebbe l'occasione di conoscerla durante una cena, che fu fatta a casa sua, per festeggiare l'acquisizione della più grande stazione televisiva al mondo, con centinaia di consociate sparse per il globo. La lista di acquisizioni era giunta al termine. Le voci di questi cambiamenti azionari si erano propagate a macchia d'olio.
***INSERTO
Varie agenzie di sicurezza effettuarono dei controlli, specialmente gli americani e i russi e allora sorsero dei problemi. Misero sotto controllo i telefoni e i conti bancari su cui poterono mettere le mani. Poveretti. Lo scontro tra un uomo primitivo che ancora non conosceva il fuoco e la più alta tecnologia che c'era in circolazione nelle galassie, non poteva concludersi in altro modo che con una pessima figura da parte dei vari governi interessati. Jack sapeva in anticipo tutte le loro mosse, con il controllo che veniva esercitato su tutte le loro comunicazioni, anche verbali, da parte di K e senza che nessuno se ne accorgesse, perché si trattava di sorveglianza elettronica che non era di questo mondo.
***INSERTO
Comunque intromissioni ci furono, perché chi tira le fila da sempre, non aveva nessuna intenzione di lasciare il controllo di tutto ad altri. Vennero allo scoperto gli interessi dei singoli e della varie nazioni. Visto nell'ottica generale era decisamente sconfortante, assistere ai tentativi, in genere meschini, di opporsi a questo nuovo indirizzo dell'umanità, anche se pilotato da Jack, che nell'occasione fu estremamente determinato nell'eliminare i contrasti. Con il tempo, diventava sempre più consapevole di ciò che c'era in ballo e non dava spazio ai ripensamenti e alle azioni più blande, che inevitabilmente avrebbero portato a dei ritardi, che lui considerava inutili. Era intoccabile e anche i suoi collaboratori, ma l'opposizione era tangibile. Tentarono anche di eliminarlo fisicamente, ma la reazione delle sonde fu immediata e decine di agenti vennero vaporizzati, come nebbia al sole. Questa situazione andò avanti per qualche tempo, poi cessò. Jack allora passò ad un'azione di forza senza precedenti nella storia dell'uomo moderno. Se l'economia mondiale era controllata dalla Borsa, che a sua volta controllava il mercato globale, allora andava preso il controllo della Borsa. All'apertura dei mercati sulle varie piazze, furono immessi gli ordini di acquisto su tutti i listini. Le offerte furono studiate dagli analisti, che però non si accorsero della vastità dell'operazione. A nessuno venne in mente di collegare le varie migliaia di ordini di acquisto sparsi nel globo. Ma era la gradualità, la carta vincente della strategia adottata. Tutte le aziende e le holding quotate furono acquisite con un sistema incrociato talmente intricato, che solo un cervello come K, poteva ideare e gestire. In pratica, ogni operazione di acquisizione era stata scissa in centinaia di altri acquisti, in un modo talmente raffinato che a fine operazione, tutte le aziende quotate nelle varie Borse mondiali, avevano cambiato padrone, senza che nessuno sapesse chi era il nuovo proprietario. L'economia mondiale non aveva subito scossoni di sorta. Tutti i consigli di amministrazione avevano una nuova maggioranza con un nuovo presidente, una presenza virtuale, perché era tutto gestito da K e tutte le nuove decisioni partivano da lui, che seguiva naturalmente gli indirizzi di massima di Jack. Ora l'economia mondiale era nelle mani del Controllore Jack. Seguendo la pianificazione studiata e modificando la linea d'azione delle aziende coinvolte a livello mondiale nell'economia, K fu in grado di correggere i conflitti e gli errori macroscopici, dovuti alla politica del puro profitto. La redistribuzione delle risorse fece fare un salto di qualità importante all'economia mondiale. Fu graduale, ma estremamente incisiva e funzionale.
Anno 2002
Ora doveva essere affrontata la questione del petrolio. Tema veramente scottante. Tutto funzionava con il petrolio e i suoi derivati. Era tempo di passare ad una energia pulita, inesauribile e soprattutto a costo zero, quale la fusione fredda, ma con una tecnologia che non era la nostra. La strategia adottata fu oltremodo semplice. Tramite le sonde furono immesse a livello sublimale, ad un folto numero di fisici e scienziati, che lavoravano a questo punto per aziende che avevano ora tutte uno stesso proprietario, le notizie chiave, che avrebbero fatto sviluppare la nuova tecnica. Aveva pensato, a buona ragione, che le compagnie petrolifere avrebbero fatto resistenza e quindi aveva comprato anche quelle, prima le più importanti e poi anche le più piccole. Aveva bisogno anche di loro per la riconversione dell'energia. Erano entrati nelle aziende automobilistiche, ne avevano assunto il controllo totale e le avevano fuse in un grande, immenso universo di tecnologia applicata. Fu data mano libera ai progettisti, riuniti per la realizzazione di auto radicalmente L'incrociatore stellare SPUTNIK IV vomitò dalle sue stive decine di caccia, che urlanti, si gettarono sulle installazioni nemiche. I cannoni termici della grossa nave da guerra scaricavano verso terra globi micidiali, che disintegravano letteralmente le postazioni fortificate. IL terreno era letteralmente arato da artigli di energia, che si incrociavano il tutte le direzioni. Dalla parte opposta del pianeta stavano per entrare in azione mezzi aerei alieni. Furono segnalati nella mappa tattica che luccicava debolmente, nella sala di comando dell'incrociatore. Tutti gli ufficiali presenti erano in contatto con le squadriglie impegnate in azione. La situazione era seria, ma anni di volo e sbarchi su centinaia di mondi sconosciuti, aveva maturato quegli uomini.
La flotta d'attacco alieno era in volo. Era ciò che l'Ammiraglio Rogers aspettava.
Sul lato cieco dell'incrociatore, stavano aspettando le venticinque navi da battaglia, che facevano parte ormai da tempo della scorta, per evitare di farsi sorprendere in inferiorità di mezzi da lanciare in azione.
Fu dato l'ordine. Le navi effettuarono una manovra a tenaglia e presero nel mezzo gli attaccanti. Lo scontro fu titanico.
Il fuoco era diretto dalla nave madre e la maggior parte dei fasci laser andò a segno.
Le unità aliena esplodevano in un turbine di lamiere infuocate. Anche le navi terrestri incassarono molti colpi, gli scudi ad energia tremarono sotto l'impatto dei globi termici e si aprirono varchi nello schieramento. Altre navi riempirono i posti vuoti, mantenendo il volume dello sbarramento. La battaglia durò ancora dieci minuti poi cessò di colpo. Il messaggio di resa era giunto inaspettato alla nave ammiraglia. Tutte le navi aliene galleggiavano inerti nello spazio, con tutte le luci di manovra accese. Anche le navi terrestri, dapprima incerte, rallentarono l'azione e cessarono ogni attività. Tramite il teletrasporto, la delegazione aliena si presentò all'ammiraglio Rogers. Quello che sembrava il capo si fece avanti.
-I NYJKOOT chiedono pace al vostro potente popolo guerriero. Imploriamo la vostra clemenza e la vostra generosità. I nostri figli saranno vostri schiavi se ci lascerete salva la vita. Combatteremo per voi, dove e come vorrete, siete i nostri padroni.- L'essere si inchinò verso i terrestri. L'ammiraglio ascoltò in silenzio la tirata diplomatica del Consigliere Rijta, non credendo ad una sola parola di quell'umanoide dalla pelle a scaglie rossastre, con grandi occhi gialli e con artigli retrattili in cima alle dita lunghe e nodose. Si squadrarono a lungo in silenzio.
-Mio caro -esordì Rogers- sono estremamente soddisfatto dal fatto che questo scontro armato sia cessato prima che le perdite in termini di uomini e mezzi ci avrebbero impedito di accogliere benevolmente le vostre richieste. Portate tutte le vostre navi in orbita e cedete il controllo alle nostre truppe. Anche le vostre installazioni a terra subiranno lo stesso trattamento. Entro due rivoluzioni del pianeta, quando gli animi si saranno calmati, parleremo di nuovo. Per ora è tutto.-
La delegazione si vide costretta a girare sui tacchi e rientrò alla base. Le informazioni affluirono ed il quadro fu chiaro. I NYJKOOT abitavano quel pianeta da oltre cento anni e si erano ormai convinti che avrebbero potuto espandersi in quel sistema solare senza incontrare resistenza. Erano convinti della loro forza di aggressione. Gli scontri che avevano avuto con altre razze era senza storia. La loro tecnologia aveva avuto un ruolo determinante nel convincerli della loro imbattibilità. Il trovarsi però davanti una squadra galattica così imponente, li aveva costretti a ricredersi molto velocemente. Il dimezzamento delle loro forze aeree in breve tempo e la superiorità degli armamenti terrestri aveva sconvolto i loro piani. Tenevano molto alla loro sopravvivenza. Le privazioni sopportate nella loro migrazione, avevano minato profondamente anche se non in maniera cosciente, la loro forza d'animo. La loro forza combattente non era ancora pronta a sacrificarsi per una terra che non sentiva ancora come la sua patria. Lo scontro che si era sviluppato contro le forze terrestri era fuori della loro comprensione. Anche se era una razza che della guerra e della razzia aveva fatto la sua ragione primaria di vita, non poteva sopportare il disastro. Tutto era sempre stato fatto con il minimo di perdite. Quando il controllo diventò totale, i NYJKOOT furono accreditati come alleati e nel seguito della storia si rivelarono affidabili e combattivi.
INSERTO Anno 2322
L'ammasso stellare del Sagittario era ormai a portata della Flotta dell'Ammiraglio N'gota, che viaggiava nello spazio esterno ormai da vent'anni. Le sue navi avevano sparso le Porte ST nel raggio di oltre trecento anni luce. Oltre trenta pianeti abitabili erano ormai sotto il nostro controllo. Anno 2310

Conclusione

Il Centro Operativo Centrale cambiò sede e si trasferì nel mezzo del Quadrilatero, nella Stazione orbitante, la più grande mai costruita fino a quel momento. I quattro pianeti, ASTRA, BEBEL, CEPIA e DAREA, simili nella struttura alla Terra, diventarono gli anelli che proteggevano il centro. Tutte le strutture furono replicate sui pianeti, molto in profondità, protette da schermi di energia sempre in funzione.
Il cambio di posizione non alterò minimamente l'aspetto del modulo a cui era abituato il Controllore Jack.
Quello rimaneva di suo uso esclusivo e neanche il suo amico più intimo c'era mai entrato ed era a conoscenza della sua esistenza. Per questioni di sicurezza, ripeteva K ad ogni suo proposito di cambiare le regole. Alla fine se ne era convinto ed aveva fatto cadere la cosa.
Anche il contatto fisico gli era precluso. Era sempre la sua immagine olografica o un suo replicante a prendere contatto con lo Stato Maggiore, quando era indispensabile la sua presenza.
In questo modo era più facile mutare l'aspetto del suo sosia con il trascorrere del tempo. Periodicamente veniva cambiato il personaggio, come fosse il nuovo che prendeva il posto del vecchio. Così ogni possibile sospetto veniva evitato. Al suo amico Gorge, invece, veniva cambiata la zona ed il nome, anche se rimaneva sempre il capo in seconda, che agiva sempre e comunque per conto del Controllore.
Erano sempre in contatto giornaliero, anche diverse volte al giorno, se la situazione lo richiedeva.
Con il tempo si era creato un entourage ai più alti livelli, che serviva anche alla vita sociale,per lo scambio di idee e di informazioni.
I delegati delle due sole razze intelligenti che erano venuti a contatto con i terrestri, avevano mandato i loro rappresentanti politici e militari in pianta stabile.