Amanda Sanders stava sfogliando un vecchio album di foto in attesa che il marito tornasse dal lavoro. Il raccoglitore digitale era leggero sulle sue ginocchia e lei si soffermava su ogni istantanea del giorno del loro matrimonio. Robbie era così elegante e l'abito bianco che lei indossava.quel vestito era un sogno e pendeva ancora nel suo armadio. C'era una foto, alla quale era particolarmente affezionata che era stata scattata durante il pranzo. Lei e Robbie erano sotto una quercia e la luce filtrava tra i suoi rami risplendendo sul viso di suo marito.
Sarebbe tornato a momenti e lei gli avrebbe dato la splendida notizia,
che presto sarebbero stati una famiglia, perché c'era un bambino in viaggio.
Quando glielo aveva detto aveva visto i suoi occhi illuminarsi di un
rosso intenso. Erano passati nove mesi da allora ed ora sdraiata in quel letto di ospedale, malediceva il giorno in cui aveva scoperto di essere incinta. Le prime settimane erano state un vero incubo; nausea e vomito tutte le mattine fino a quando il suo medico non l'aveva informata che era in attesa di tre gemelli. Quella era stata l'unica ecografia completa che erano riusciti ad effettuare perché da quel giorno in poi era stato impossibile eseguirne altre. Sembrava che uno dei gemelli impedisse alle onde della macchina di arrivare fino a lui, così era stato possibile monitorare la crescita di solo due dei tre gemelli. Amanda era stata ricoverata per tenere la situazione sotto controllo. Non era una donna stupida ed avendo capito che qualcosa non andava aveva preteso delle spiegazioni. Ai medici non restava che dargliele.
A lei e a Robbie era stato spiegato che uno dei gemelli era umano e l'
altro cyborg, mentre sul terzo non si avevano notizie perché le onde della macchina non riuscivano ad arrivarci. Amanda non era certo la prima donna che sposava un robot e partoriva figli di razza mista, ma questa gravidanza era anomala sotto molti punti di vista.
Le doglie arrivarono due giorni dopo. Lo staff medico venne allertato
alle prime luci dell'alba e Amanda venne portata immediatamente in sala parto. Rifiutò qualsiasi tipo di sedativo e dopo tre ore di travaglio diede alla luce Adam, l'essere umano e George, il cyborg.
-Molto bene, Amanda. Stai andando benissimo.- le disse il medico
-Ancora un ultimo sforzo ed il terzo bambino vedrà la luce.-
Ma così non era stato. Amanda era rimasta in travaglio per altre due
ore, ma del terzo gemello non si era vista traccia. I medici erano stati costretti ad interrompere le contrazioni con un'iniezione.
-Non devi preoccuparti Amanda. Se tra un paio di giorni non ci sono
novità procederemo ad un cesareo.- la rincuorò il medico
Robbie le era rimasto vicino per tutta la durata del parto ed ora
nella sua camera d'ospedale le stringeva la mano.
-Oh Robbie! Che ci sta succedendo?-
-Non preoccuparti cara. Abbiamo due bellissimi bambini ed io sono
molto orgoglioso di te.-
-Si ma il terzo?- chiese la donna accarezzandosi la pancia -Verrà fuori anche lui e sarà bellissimo come i suoi fratelli.-
Robbie la baciò sulla fronte e Amanda si addormentò. Trascorse i due
giorni che seguirono nell'angoscia più assoluta. Il suo bambino non dava segni di vita e lei non lo sentiva più muoversi. Ai medici non restò che praticare un cesareo, scoprendo che il piccolo feto non si era nemmeno girato. Era una bambina, una bambina robot, ma non meno bella dei suoi fratelli.
Amanda la strinse tra le braccia piangendo: -Piccola mia, piccola
stella. è così che voglio chiamarti, Stella, una stella che non ha avuto nemmeno il tempo di splendere.-
-Che cosa è andato storto dottore?- chiese Robbie profondamente
addolorato per la perdita della figlia, un essere del tutto simile a lui
-Onestamente non lo so. è chiaro che vostra figlia era viva qualche
giorno fa dato che si è rifiutata di venire fuori.-
-Lei dice?-
-Di questo sono convinto. La piccola non si è girata perché non voleva
uscire e non voleva nemmeno farsi vedere. C'è residuo di attività telepatica nel suo cervello. è così che ha deviato i raggi della macchina per l'ecografia, ma non sono in grado di dire per quale ragione l'abbia fatto. Non è inusuale che un robot sviluppi abilità telepatiche nei primi mesi di vita, ma non ho mai visto un piccolo robot usare le sue facoltà mentali per nascondere la propria presenza.-
-Perché piccola mia?- gemette Amanda -Perché non volevi farti vedere?
Sei così bella.-
Amanda non superò mai completamente la perdita della sua bambina e si
rifiutò di avere altri figli. Allevò Adam e George con amore senza mai dimenticare la sua piccola Stella. Voleva che i suoi fratelli non si dimenticassero di lei e ad ogni anniversario della sua morte li portava sulla sua tomba.
Un giorno Adam, che ormai aveva dieci anni, le chiese: -Perché ogni anno ci costringi a venire in questo posto?-
-Perché non voglio che vi dimentichiate di vostra sorella.-
-E' morta mamma. Che senso ha venire qui?- disse George
-Già, è perfettamente inutile.- convenne Adam -Ed in ogni caso che te
ne facevi di un altro figlio? Avevi già noi due.-
-Adam! Non voglio mai più sentirti parlare in questo modo! Come ti
vengono in mente certe cose?-
-Ma mamma, Adam ha ragione.- intervenne George -Non aveva niente di
umano. Non era come noi. Che te ne facevi?-
Amanda guardò prima Adam e poi George. Erano identici, ma sapeva che
George era in parte robot. Nessuno guardandolo avrebbe potuto indovinarlo.
Stella invece era un robot e questo non avrebbe mai potuto nasconderlo.
-Ditemi ragazzi,- riprese Amanda -vi sembra bello quello che avete
appena detto? Anche se era un robot, Stella era pur sempre vostra sorella.-
-Ma non ci assomigliava affatto!- protestò Adam -E gliel'ho pure
detto!-
Amanda sgranò gli occhi: -Quando?- quindi afferrò le spalle del figlio
scuotendolo -Quando glielo hai detto Adam? Parla!-
Il ragazzino parve spaventarsi ma si costrinse a parlare: -Quando
eravamo nella pancia mamma. Lei era così brutta e le ho detto che era meglio se non si faceva vedere.-
Amanda lasciò andare il figlio. Come poteva ricordarsi di quando erano
nella pancia? Ma il medico aveva parlato di attività telepatica nel cervello di Stella. Magari anche Adam e George avevano sviluppato questa abilità grazie alla quale avevano comunicato nella pancia.
-Oh Adam! Se non avessi parlato così a tua sorella ora lei sarebbe qui
con noi.-
(Ottobre '03)