Troppi giorni sono passati guardando un orizzonte sempre uguale.
Il sole splendeva, perfino di notte. Tra le stelle, la torcia di una nave lasciava presagire l’arrivo di Ulisse.
Erano ormai sei, gli anni passati a cercare nel vuoto una traccia di lui. – Sta arrivando, sta arrivando –
gridavano i gabbiani pieni d’amore. Ma niente, la notte, inesorabile, tornava a posarsi sulle guance ormai
asciutte di Lei, senza più lacrime da far scivolare.
Una barca aldilà del mare spiegava le sue vele, mentre Ulisse remava, inesorabile, controcorrente.
Non sapeva, Lui, di non esistere, che la sua vita si alimentava dei sogni di chi sognava.
Ormai stanca, Lei si voltò, mentre Ulisse da lontano la chiamò…