Siediti,
ti cantero' una poesia
una poesia che canta e
ti cantero' la Ninna Nanna di Bach.
Ti faro' sentire soffice
soffice come il vento
che scruta gli orizzonti,
siediti e lasciati andare,
l'amore è anche sentirsi
vicini

in questa poesia, semplice e lineare, l'amore e'associato all'essere vicini, all'essere bambini nella purezza dei termini senza significati reconditi aggiunti.
sembra quasi che chi l'ha scritta abbia giocato sull'idea del dormire, del far addormentare, come si fa con i bambini. la ninna nanna di bach infatti è usata anche per far addormentare i bambini. si passa con un crescendo di intesità emotiva, dalla poesia alla ninna nanna. molte tecniche infatti usate da specialisti consistono anche nel far ritornare bambini, addormentando, per trovare quel qualcosa tramite ricordi che dia la svolta verso nuove vite.
come se per far innamorare occorra assopirsi sulle note di poesie che sono ninna nanne, che rendono soffici, come i bambini e come il vento che vede le parti piu lontane che occhio umano non scorge. solo l'amore, tramite la poesia, la ninna nanna, rende soffici e fa cose impossibili, come scrutare gli orizzonti. quindi presupposto per l'impossibilità é provare amore.
ma per raggiungere cio', occorre sedersi, avvicinarsi e lasciarsi andare. L'imperativo "siediti" infatti evoca sensazioni di tranquillità, sedentarietà, rilassamento, stabilotà di rapporto. la funziona del verbo imperativo crea distonia con quanto evocato, perdendo di significato, se letta in funzione di quello che é il provare amore, che parte da presupposti di stabilità, di comodità, del sentirsi a casa, come evocato dal verbo "siediti".
l'idea che l'amore puo' qualcosa che normalmente é impossibile fare e' stato oggetto di molte poesie del periodo greco-romano: molti nomi come saffo, catullo... hanno fatto dell'amore e amicizia dei sentimenti con i quali si raggiungeva dimensioni di estasi grazie al provare amore verso qualcuno