Sfogliavo l’agenda ultimamente, tormentavo le pagine dei calendari, arrivavo a Giugno e fissavo le date, giorni con nomi di santi e numeri congiunti, e mi chiedevo quale sarebbe stata quella esatta, ammesso che fosse corretto il mese, perché poteva essere diverso.
Adesso però ci siamo, è questione di giorni, forse di ore.
Sono qui ragazzi, vi sto aspettando, sono vostro Zio e sono a darvi il benvenuto sulla Terra nel solo modo che conosco: scrivendo.
Da grandi ne troverete parecchie di pagine mie, quando non sarò più, e ascolterete spesso questa voce raccontare fatti avvenuti nel mondo che abiterete.
Una voce che sarà ferma e decisa quando le vostre usciranno ancora acute ed incerte, per poi affievolirsi mentre sotto il mento si formerà in voi il timbro di uomini adulti.
Sono ad accogliervi ragazzi, vorrei fosse un momento migliore, un’epoca diversa.
Al contrario arrivate inermi in questo astro di cuori in tumulto, battiti tra i battiti, e venite ad aggiungere due rintocchi.
Venite a pulsare, ora piano, ora più forte, a tempo con le astrusità e gli stupori che incontrerete nei giorni che verranno.
Spingeteli avanti quei cuori ragazzi, sempre, per ogni colpo subito raccoglieranno saggezza, e ne occorrerà parecchia per resistere.
Sfortunatamente la otterrete a piccoli sorsi e quando finalmente avrete il quantitativo necessario, la vostra strada, probabilmente, sarà quasi ultimata. Il nostro destino di uomini è questo.
Ma lasciate che vi racconti del vostro nuovo mondo.
Si chiama Terra questo posto, e quando vi giungerete, lasciando il vostro rifugio sommerso, troverete due fiocchi azzurri ad attendervi; da noi e così che facciamo.
Sappiate che appena usciti vi colpiranno con uno schiaffo, ma lo faranno a fin di bene, e il primo impulso nella vostra nuova vita vi indurrà al pianto.
Avrete voglia di farlo ancora nel corso dell’esistenza, ma vi tratterrete, perché come me sarete uomini, e a noi non è concesso, rappresenta quel segno di debolezza che non possiamo permetterci mai; una colossale sciocchezza, però da noi è così che la pensano.
Eppure a volte sentirete l’anima trafitta, come la sento io in questa notte, sotto un cielo traboccante di stelle.
Un cielo nuvoloso è un teatro col sipario chiuso.
Ci sognerete sotto un cielo stellato, nelle notti limpide d’estate, e vedrete a volte uno di quei piccoli soli cadere in una scia sfavillante.
Allora dovrete esprimere un desiderio, con tutto voi stessi, chiedendo quell’irrealizzabile che vorreste si potesse avverare, perché da noi si usa così.
La Terra è bellissima ragazzi, quando all’alba i primi timidi bagliori diventano luce, è un esplosione di colori.
La Terra è maestosità di montagne, ruggito di onde.
La Terra è soffio di venti, effluvio di erbe, verde di prati dove correrete, e sarete le ancore dei vostri aquiloni d’aprile.
La Terra è uno spettacolo, e non vedo l’ora che possiate ammirarlo.
Vivrete attorniati da meraviglie elettroniche e le tenebre saranno vinte semplicemente premendo un pulsante al calar della sera, eppure in cuor vostro resterete stregati ogni qual volta il bagliore di un fuoco arderà nella notte.
La camminerete la Terra, attraverserete le sue strade, spesso senza una meta, solo per coprire distanze e sentirvi leggeri, perdendo orme di passi euforici o affranti.
Siate forti ragazzi, abbiate la straordinaria capacità di sopperire l’idiozia altrui, perché ne incontrerete ovunque.
Come incontrerete persone vissute e poi rinunciate che riempiranno gli archivi dei ricordi e dei rimpianti, coloro cui avrete voltato le spalle e poi idealmente rincorso per abbracciarli, senza farlo mai veramente.
Siate garbati con le ragazze, sempre, in qualsiasi caso, perche ognuna di loro nel profondo è una principessa, e come tale dovrete trattarla.
Possa la sorte concedervi di incontrare quella compagna che riconoscerete al primo sguardo e nel cui sguardo vi perderete, colei che nel cammino vi sosterrà e a cui donerete voi stessi.
La vita ragazzi non è per sempre, abbiamo una data di scadenza che non ci è dato conoscere, siate decisi nel vostro percorso, perché non vi sono quasi mai seconde occasioni, da noi è così.
Non so che nomi avrete, non so ancora nulla di voi.
Non vi chiedo niente ragazzi, non mi aspetto che diventate esseri straordinari, non esigo da voi imprese memorabili.
Al contrario, quel che più auspico in assoluto è che restiate umani, che vi comportiate da ospiti in questo luogo e che non smettiate mai di sorprendervi davanti al suo splendore, tramortiti dalla magia, stupiti d’incanto.
Non fate che la vostra mente sia solo un disco rigido dove ammassare informazioni, usatela il più possibile e non permettete a nessuno di appropriarsene, perché ci proveranno, da noi fanno così, ma è solo vostra, non dimenticatelo mai.
Ad ogni modo ragazzi, io sarò qui e sappiate che potrete sempre contare su di me per un consiglio; io che ho sbagliato così tanto sono, mio malgrado, molto qualificato a fornirne.
Le strade della Terra io, le ho esplorate e fallite spesso.
Voi farete senz’altro meglio, qualcosa mi dice che è così.
Benvenuti ragazzi, e buona fortuna.

Vostro Zio.