te ne sei andato così in fretta che non ho avuto neanche il tempo necessario per accorgermene. mi hai lasciato lì, forse convinto che ero in grado di cavarmela già da sola, in balia dei miei sogni, delle mie fottute speranze, aspettative.. delle mie stupide certezze. ed è bastato poco, una manciata di secondi per sentire il mondo fermarsi per un arco di tempo indeterminato. non avevo più nulla sulle spalle, niente più pesi che non ero in grado di sollevare e tenere in piedi : mi erano semplicementi caduti addosso trascinandomi a terra con loro, su un asfalto bollente ricoperto da pezzi di cuori infranti. il problema è che quando viviamo cose che appaiono ai nostri occhi bellissime vogliamo provare a non usare protezioni e a non leggere foglietti illustrativi o cos'altro. ci limitiamo a viverle a pieni polmoni, senza mettere le mani davanti per precauzione, niente giubbotti antiproiettile, niente di niente: solo un cuore aperto a tutti e da tutte le entrate. ed è questo che ci frega, perdiamo il controllo e tutto ci vola via come sabbia, ci scivola dalle mani appena allentiamo un po' la presa e tu hai fatto così, esattamente così. e probabilmente quel giorno ti andava di giocare a nascondino, ma il tuo rifugio non erano più il mio sorriso, la mia fossetta, i miei occhi o le mie braccia. il tuo rifugio era un altro, il tuo rifugio non faceva più rima con il mio nome. è brutto ricomporre pezzi del passato e accorgersi che sono coniugati soltanto all'imperfetto e non a un futuro. ma solo ora mi accorgo che più che altro non rode il fatto che è "brutto" ma che sia dura superare il tutto e camminare sui cocci di ciò che noi stessi abbiamo autodistrutto. quando parlo di te mi manca il fiato, sembra che il cuore ricominci a tremare, sembra che si voglia anche lui fare sentire. ma il suo è un grido soffocato, quasi quanto un pianto soffocato in un cuscino. quel cuore non ha possibilità di farsi spazio, le sue parole, la sua voce, vengono superate da tutti i rumori della città, da i clacson delle macchine, dalle urla della folla, dai bus.. e così perde la possibilità di parlare. è così ogni volta che ripenso a quello che abbiamo passato assieme, ripenso anche alle litigate : erano quelle a renderci più forti. avrei bisogno ancora adesso dei tuoi ti amo ripetuti sottovoce ma forse è meglio non ricamminare su una storia fatta di ricordi che fan sorridere fino a star male.