La luce grigio perla delle prime ore di un mattino nuvoloso entra bussando silenziosamente alle tende a fiori della stanza..Si insinua facendosi strada tra il letto e la poltroncina marrone,fino ad accarezzare i suoi jeans scuri e le mie autoreggenti. Col viso in penombra,vicino alla grande porta beige,mezzo di comunicazione tra la casa e il suo mondo,ci guardiamo quasi dubbiosi."E' stata una festa lunga direi. C'è ancora Mauretto di la,e credo anche la sua amica. Salutiamo?Così chiamo mio padre e gli dico di venirmi a prendere".. Lui sorride,gli occhi sono espressivi e vispi nonostante la nottata appena trascorsa tra brindisi di auguri e sigarette fumate sul balcone con gli amici."Andiamo un attimo a salutare allora.. Così i miei possono andare a dormire tranquilli.." Mi sorride nuovamente e si volta.. Lo seguo pensierosa. Mi chiedo cosa potrò inventarmi per rompere il ghiaccio una volta andati via gli altri,mi sento in imbarazzo ancor prima di rimanere sola con lui. Arrossisco,lo sento. Cento pizzicotti sulle guance e uno al morale. Non so minimamente cosa farò. Mentre saluto continuo a pensare a come comportarmi,due minuti e saremo nella sua stanza,io non me la sento di guardarlo negli occhi di nuovo,mi prude il cuore quando immagino la scena. Nemmeno il tempo di realizzare che sono usciti e mi ritrovo li. Proprio dove non volevo essere. Non capisco se è un campanello a squillare o la mia timidezza ad urlare di uscire da quella stanza.. Lo desidero,l'ho sempre desiderato. Da quando mi ha osservata divertito la prima volta,qualche tempo fa,mentre cercavo di fare un discorso di senso compiuto con un clente.Ma non era ne è un desiderio che mi porta a passare i pomeriggi disegnando cuoricini sull'agenda dove prendo gli appuntamenti,è un desiderio che mi porta a non guardarlo,che mi fa rispondere male quando mi parla,che mi fa essere noiosa e a volte antipatica.. Che mi fa ripetere concetti infantili mille volte,che mi fa dare un parere sempre opposto al suo per puro spirito di contraddizione,che me lo fa giudicare spesso senza nemmeno il desiderio di farlo e che mi fa esprimere concetti velenosi.. Ma il rovescio della medaglia è quantomeno comico.. Lo desidero nella maniera più spontanea ed ingenua che questo sentimento,questo bisogno possa conoscere;Ma non posso,non devo far si che le barriere che tanto faticosamente abbiamo tirato su,tra falsi litigi e voluta apatia scendano vertiginosamente facendo accadere il fatto. quello che tanto temo.. ;Alzo gli occhi,la frangia me lo fa vedere solo in parte.. tocco quasi non percepibile,sale dai miei polsi tremanti alla mia spalla. Sfiora il collo e arriva tra i capelli.. Chiudo gli occhi,le mani mi sudano ghiccio.. ;Un profumo.. Un profumo che seppur nuovo mi sa di inconfondibile.. Il suo respiro,le sue labbra sulle mie.. Mi sento svenire con gli occhi socchiusi e la piena facoltà di stare in punta di piedi per continuare questa incoscienza estasiante.. ;Non posso nemmeno aprire gli occhi,mi sento scivolare.. La prima mano che si protende in avanti si appoggia alle lenzuola,la seconda al suo petto.. Ogni volta che mi sfiora tremo,questo bacio sa di veleno al miele di rose ed io ho paura di diventare dipendente da questo sapore.. ;I vestiti si sciolgono,mi ritrovo pelle contro pelle,cuore contro cuore.. Lo sento contro di me,mi fa quasi paura. So che forse un po’ mi farà del male,un po’ mi consumerà l'innocenza. So che mi cambierà. Non mi importa,non posso fare a meno di continuare ad accarezzarlo. Apro gli occhi e incontro i suoi.. Mi fermo. Le labbra non si mordono più,le mani si fanno lente e seguono alla lettera il filo del mio corpo.. Come se conoscessero la strada da sempre. Mi fissa,labbra del colore delle fragole selvatiche.."Non hai paura?".. Si. Si,si e ancora si. Sono spaventatissima. Ma non posso fermarmi.. Alzo lo sguardo,accenno un si.. Lascio scendere la mano sotto le coperte,sul suo fianco.. Non potrei smettere nemmeno con in mano un biglietto di sola andata per il paradiso .Questo limbo mi è congeniale, è studiato per me. ;Lo guardo lasciar andare la testa indietro,i suoi capelli finiscono in controluce e diventano color oro.. Guardarlo godere è l'appagamento del mio ego. Sentirlo gemere è come aver creato e riascoltato la colonna sonora della felicità.. Uno scatto,mi ferma. Mi stringe e mi tira a se,guardo il mio corpo adattarsi immediatamente al suo.. Oggettivamente perfetti.. Lo lascio prendere mano al gioco.. Sono davvero bambina sotto di lui.. Mi sento piccola e preziosa.. Giochi di luce ballano intorno a noi.. Osa. Si avvicina,con gesto quasi liquido per quant'è naturale,si impossessa del mio segreto più recondito.. E ci gioca.. Ogni volta che,con movimenti sinuosi,perfetti, ritmici si allontana di qualche millimetro il mio corpo si racchiude intorno a lui. Non vuole lasciarlo andare via,vorrebbe spezzare questa melodia fisica per fermarlo contro di se. Il mio desiderio e il mio corpo combattono l'uno con l'altra, io gemo e lui mi osserva con romantico sadismo.. Non voglio che finisca,anche se con una liberazione degli ostaggi della passione. Non voglio venire,non voglio libertà. Voglio esser sua schiava per sempre così. Ma non è possibile,il mio corpo continua a ribellarsi spasmodicamente. Vuole esprimersi,vuole fare. Sfinita la mia voce si fa più acuta.. è quasi il momento.. Mi appoggia una mano sulla bocca. Sono le sei del mattino,i suoi dormono.. Mi sorride ancora. Ancora,di nuovo. Gli mordo la mano e i miei occhi vanno all'indietro.. Cado sul cuscino,esanime.. Un soffio fresco,la sua pelle sudata si abbraccia alla mia.. Una mano tra i capelli tornati del colore delle nocciole.. Lo ascolterò respirare,respirerò seguendo lui. Mi fido,sono sicura che il suo respiro è quello più giusto,più ritmico.. Spenti. I pensieri di entrambi,spenti. Fanno troppo rumore,se domani ripeterà l'esperimento con qualcuno non m'interessa. Lasciatemi riguardare ad occhi chiusi l'opera d'arte che abbiamo appena creato.