<< Non sei migliore di me! Io ho scelto di essere devastata e abbattuta. Credevo di cavarmela con qualche mese, invece ci sono rimasta per anni in quel mondo ai limiti dell'umano.
Non sei migliore di me perché conosci quel mondo ed hai continuato a farlo vivere.
Quante volte ti sei eccitato con le mie immagini?
Quante volte avresti voluto essere al posto di chi mi prendeva?
Non sai nulla di me!
Sei convinto di conoscermi solo perché mi hai pagato?
Non mi sento sporca perché ho ingoiato la tua presunzione.
Non mi sento sporca perché mi hanno fatto ingoiare di forza prepotenza, dominio e ottusità.
Qualcosa poi ho sputato, qualcosa è andato giù e mai è servito vomitare. Serve a qualcosa rinnegare la propria debolezza?
Mi vergogno dei segni che mi hanno lasciato addosso.
A volte le botte me le sono cercate, altre volte non avevano senso, spesso le avevo messe in conto e mio malgrado non riuscivo a reagire.
Non era resistenza, volevo solo limitare i danni.
Mi vergogno di aver rinunciato tante volte ad uscire.
Mi vergogno per aver trascinato altri in quel non vivere.
Mi vergogno della mia ipocrisia, ormai inutile per cambiare qualcosa.
Ma alla fine la vergogna non ha senso quando si continua a restare fermi. Non sei migliore di me quando ti ostini a non concedere domande.
Non sei migliore di ne quando ti illudi di aver dato qualcosa a chi non conosci.
Anche tu metti un prezzo a qualsiasi cosa fai.
Non sei migliore di me perché ti ho accompagnato in ogni angolo della peggiore pornografia e della depravazione.
Ricordo bene quanto eri compiaciuto.
Ricordo bene quando mi hai stretto le mani.
Ricordo bene quando ti sei illuso di potermi controllare e poi annullare. Credevi davvero che sentissi qualcosa della tua presunzione?
Mi hai infilzato con tutta la tua forza, sono caduta, mi hai tirato su e mi hai sbattuta fino a svenire.
L'umiliazione che vivevo era solo mia, ingabbiata in ciò che restava di me. Tu in quei momenti eri meno del nulla.
Ogni dolore era mio, ogni graffio, ogni livido, ogni schizzo addosso era solo mio.
Non sarai mai parte della mia intimità, infinità, schifidità.
Possibile che non sono degna delle tue parole?
Ti detesto, ma grazie alle tue parole ho smesso di disprezzarmi.
Hai bisogno di scoparmi ancora per concedermi udienza?
Perché non sono all'altezza di recitare quello che scrivi?
Non ho bisogno delle tue parole per ripulirmi.
Non ho bisogno delle tue parole per cambiare il passato.
Ho bisogno delle tue parole per stare meglio.
Almeno questo me lo devi!
Ti detesto, eppure senza di te avrei smesso di avere senso. >>
Si ferma la musica, la luce sul palco da bianca diventa viola.
Monica è sfinita, abbassa la testa e si mette in ginocchio.
Applausi.
Applausi.
Applausi.
Ancora applausi.
Di nuovo la luce su di lei.
Si alza e ringrazia il pubblico.
Ancora applausi per Monica, alla fine di uno spettacolo fenomenale.
Con la poca voce che le rimane grida un “grazie” verso il pubblico.
Ancora luci su di lei, finalmente sorridente.
Poi mi chiama.
Esco sul palco, mi salta in braccio e mi bacia.
Finalmente sorridente mi salta in braccio e mi bacia.
L'ultimo applauso solo per noi.
Lo spettacolo era stato un successo clamoroso, lei aveva esaltato ogni mia parola, ogni mio pensiero, ogni parte di me che c'era in quei testi.
L'ultima parte era stata opera sua, io l'avevo aiutata a tirarla fuori.
Poteva essere la descrizione del nostro incontro.
Ma era andata davvero cosi?