Ho
sempre creduto che viaggiare nello spazio fosse la più grande
avventura dell’uomo, evidentemente non avevo ancora compreso a
pieno i lati più oscuri delle esplorazioni spaziali, la
malvagità, l’indifferenza verso il destino dei partecipanti
alle esplorazioni, nonché l’incredibile sete di potere di
alcuni uomini, che rendevano questa meravigliosa avventura come il
più tremendo degli incubi


Ormai
sono più di ventisei anni che presto servizio come medico di
bordo sull’astronave Elios, sempre nello spazio a girovagare per,
come in molti l’hanno definito, il progresso della scienza e
dell’umanità. Il mio nome è Oliver Brody , e da
quando sono stato messo al mondo ho sempre vissuto per la medicina;
in fondo è una cosa più che normale per uno che
appartiene a una gloriosa stirpe di medici. Dopo aver conseguito la
laurea e dopo un paio d’anni di internato, ero riuscito ad
imbarcarmi come medico di bordo su Elios, naturalmente contro tutte
le opposizioni dei miei familiari che volevano per me una grande
carriera come neurochirurgo. A quel tempo il comandante della nave
era il Capitano Roger Evigan, un ufficiale eccezionale, con un grande
intuito, un uomo in grado di prendere le decisioni più ardue
con grande naturalezza, e non perché fosse un incosciente, ma
perché era in grado di valutare in breve termine tutte le
possibili complicazioni di ogni azione, e devo dire che non lo mai
visto sbagliare, ne arrischiare più del necessario la vita dei
suoi sottoposti, me compreso. Sotto il suo comando rimasi per quasi
vent’anni; insieme passammo un gran bel periodo. Facemmo numerose
missioni alla scoperta del Sistema Solare. Al nome del Capitano
Evigan sono legate le colonizzazioni di Giove e Saturno. Quando
abbandonò il servizio, per aver ormai raggiunto i limiti di
anni di servizio attivo su una nave spaziale, il suo posto venne
preso dal Capitano Damita Lopez, mentre lui venne promosso alla
carica di ammiraglio, con l’incarico di dirigere le missioni di
colonizzazione.


Il
capitano Lopez è veramente una gran bella ragazza, molto
intelligente e perspicace, ma anche molto sensibile e passionale,
qualità tipiche della razza spagnola, qualità
meravigliose in una donna, ma contrastanti in un comandante, che
spesso deve fare affidamento al raziocinio per risolvere delle
situazioni troppo complesse per far affidamento all’istinto.
Comunque devo dire che spesso le mie valutazioni sul suo modo di
operare si sono rivelate inesatte, infatti il capitano al suo istinto
aggiungeva sempre la sua intelligenza. Uno strano modo di comandare,
molto lontano dagli standard operativi di un capitano di nave
spaziale, ma è anche vero che ognuno a un suo modo di fare le
cose, e Damita Lopez era proprio il simbolo vivente di questo modo di
dire.


Le
conquiste spaziale negli ultimi sessant’anni s’erano molto
sviluppate, i nostri progressi scientifici avanzavano ad un ritmo
incredibile. Dopo la conquista di Marte, la scoperta dei resti di
un’antica


civiltà
aliena ci aveva aperto delle occasioni irripetibili. Con lo studio
della tecnologia aliena siamo stati in grado di poter trasformare
ogni aspetto della nostra vita. Dalla normale vita casalinga alla
medicina, alle costruzioni, tutto era cambiato radicalmente e in
meglio, o per meglio dire quasi tutto, infatti ogni nuovo progresso
porta sempre dei lati negativi. Le nuove frontiere tecnologiche e
scientifiche che abbiamo raggiunto in così poco tempo avevano
dato alla testa a parecchia gente che pensava di fare molto danaro
sfruttando le nuove conoscenze. Da quando sono in servizio ho visto
parecchie cose illecite, l’ultima di cui sono stato testimone e
protagonista mi ha veramente sconvolto. Mai avevo assistito a tanta
crudeltà da parte degli uomini solo per fare soldi facili.
Sono passati quasi tre anni dalla fine di quella storia e ancora
trovo difficoltà a dormire la notte. Ho provato di tutto per
cercare di metabolizzare l’intera faccenda, ma ancora molti
particolari risalgono a galla. Un mio caro amico mi ha detto che
raccontarla sia un’ottima terapia, e dato che ho fatto trenta,
tanto vale fare trentuno.


La
vicenda che sto per raccontarvi accadde quasi tre anni fa,
esattamente quando l’alto comando della Federazione Spaziale della
Terra decise che, dopo la recente conquista di Urano, era arrivato il
momento di colonizzare anche Nettuno. Alla Elios erano state
assegnate delle semplici missioni di approvvigionamento tra le varie
basi del Sistema Solare, come ultimo fine quello di rifornire la base
di uno dei satelliti di Saturno. Il prescelto era Febe, che, essendo
il più distante dal pianeta, offriva un eccellente punto di
partenza per tutte le future colonizzazioni. Dopo la conquista di
Saturno e la costruzione della sua base, la federazione aveva preso
possesso di tutti i suoi satelliti, e su tutti aveva fatto costruire
una base. La postazione su Febe aveva un duplice utilizzo. Oltre alla
funzione di laboratorio per lo studio dei suoi minerali, era anche un
osservatorio per scrutare oltre il Sistema Solare, in attesa di
impiantare quello definitivo su Plutone. In quel periodo fungeva
anche da base per lo stivamento e la successiva spedizione di
materiali necessari alla costruzione della nuova base di Urano.


Per la
conquista di Nettuno era necessario partire da Saturno proprio per il
motivo che ho appena descritto. Da un amico del quartier generale
terrestre seppi che la redazione del piano per la missione su Nettuno
era durato un anno intero; ogni particolare era stato studiato con
incredibile attenzione. Inoltre avevo saputo che l’ultimo fine
della Federazione era di fare su tutti i pianeti quello che avevano
già fatto sulla Terra, Marte, Venere e Mercurio, vale a dire
impiantare una base sulla superficie del pianeta, nonché una
sui propri satelliti e attorno ad ognuno di essi doveva orbitare una
stazione spaziale per l’accoglimento delle navi più grosse e
per facilitare le comunicazioni interplanetarie.


Dalla
buona riuscita di questa missione doveva in seguito partire quella
per Plutone. A quel punto la Terra avrebbe avuto il pieno controllo
del Sistema Solare.


Alla
Elios venne assegnata la spedizione. Il nostro equipaggio si
accingeva a compiere questa nuova missione con grande
professionalità. Tutti, ad eccezione del Capitano Lopez che
era molto eccitata al solo pensiero di una nuova avventura, eravamo
dei veterani in questo genere di cose, per cui l’inesperienza del
nostro comandante in questo genere di missioni sarebbe stata
contenuta da un equipaggio che conosceva a menadito il proprio
mestiere.


Ricordo
che ci trovavamo ancora nel porto d’attracco orbitante della Terra
a fare i preparativi per la prossima partenza, quando dal quartier
generale mandarono un messaggio di priorità urgente che ci
imponeva una fermata alla stazione Phobos che orbitava attorno a
Marte. L’ufficiale addetto alle comunicazioni subito informò
il capitano, che in quel momento si trovava in sala macchine, del
nuovo ordine.


Capitano
mi scusi, abbiamo nuovi dati dal comando generale.” Disse il
Tenente mettendosi sull’attenti.


Di
che si tratta Andrews.” Gli rispose il Capitano.


Sono
gli ordini per la partenza immediata. Siamo diretti prima su Marte,
alla stazione orbitante Phobos.”


Hanno
anticipato la partenza? Non c’è scritto il perché? E
poi perché dobbiamo fare questa fermata improvvisa?


No
signore, non c’è specificato niente. L’unica spiegazione
che m’hanno dato è che dobbiamo imbarcare materiali, fare
rifornimento e poi dirigerci verso un satellite di Saturno, cioè
alla base di Febe.”


Ho
capito. Richiami tutto il personale in permesso. Quand’è
programmata la partenza?”


Tra
quattro ore e ventitré minuti a partire da adesso.”


Va
bene. Pronti a partire tra tre ore:”


Il
Tenente si rimise sugli attenti e corse nuovamente in plancia.


Gran
parte dell’equipaggio era sulla stazione orbitante, altri invece
erano scesi sulla Terra per trascorrere qualche ora in libertà.


In
quel momento mi trovavo a passare proprio dalla sala macchina, quando
mi voltai e vidi il Capitano assorta nei suoi pensieri. Mi avvicinai
per vedere cosa aveva.


Ehi
Capitano! C’è qualcosa che non va?” Gli dissi
appoggiandole una mano sulla spalla.


Oliver,
siete voi.” Rispose. “No, va tutto bene. Abbiamo ricevuto nuovi
ordini di partenza. Il comando ha anticipato la partenza di due
giorni, inoltre dobbiamo fare una fermate alla stazione orbitante di
Marte.”


Su
Phobos?”


Si.”


E
perché ha quest’aria così preoccupata?”


Ma!
Sinceramente non lo so. Forse si tratta del mio solito istinto che mi
vuol dire qualcosa o forse è solo preoccupazione inutile.”


Io
non la vedrei cosi nera Capitano. È semplicemente una missione
come un’altra, con la differenza che invece di fungere da nave da
trasporto, questa volta andiamo in esplorazione, tutto qui.”


Forse
ha ragione lei. Ora è meglio che vada in plancia. A proposito
l’infermeria è pronta alla partenza?”


Noi
siamo sempre pronti a tutto.”


Il
capitano sorrise e poi si diresse al suo posto, mentre io me ne
tornai in infermeria.


In
breve tempo tutti i membri della nave era al proprio posto. La nave
partì regolarmente e appena fu al di fuori dall’orbita
lunare il comandante diede ordine di attivare i motori a propulsione
ionica. Il tempo che avevamo per portarci su Marte era poco e solo
con l’ausilio del motore a ioni avremmo potuto arrivare anche con
un po’ d’anticipo sui tempi. Sulla stazione PHOBOS tutto era
pronto, anche una cosa che non ci aspettavamo, un uomo che doveva
partecipare alla missione. Un uomo di cui non sapevamo niente. Era
strano che negli ordini iniziali la sua presenza non fosse
contemplata, ma appena fu a bordo consegnò al comandante un
dischetto con delle informazioni dell’alto comando. Questo strano
personaggio era un biologo, il suo nome era Michael Arnold Newman.
Aveva uno sguardo molto intenso e indagatore; scrutava tutto e tutti
in silenzio, ogni suo movimento sembrava già programmato con
molta attenzione, in parole povere quell’uomo mi metteva i brividi
addosso.


Il
Capitano mi venne incontro, mentre il nostro ospite veniva scortato
verso i suoi alloggi.


Dottore,
cosa ne pensa?” Mi chiese.


Cosa
ne penso?” Gli risposi. “Penso che quell’uomo sia veramente
inquietante. Ha uno sguardo così gelido che per un attimo la
schiena mi si è irrigidita. Glielo dico in tutta franchezza,
non so se facciamo bene a portarlo con noi.”


Siamo
in due a pensarlo allora.”


Non
saprei interpretare tutta questa improvvisa segretezza. Questo Newman
più che uno scienziato mi sembra un criminale.”


Be!
Adesso non esageri. Definirlo un criminale mi sembra troppo. Lei lo
sa che l’abito non fa il monaco?”


Certo
che lo so. Ma è anche vero che gli occhi sono lo specchio
dell’anima, e i suoi…”


Sembrava
che fossimo entrati in una competizione di proverbi, e visto che
tutti e due eravamo degli esperti, pensammo di troncare lì la
discussione.


Quell’ordine
di partenza immediata fu l’inizio di un’odissea. Sulla missione
su Nettuno le alte sfere della Federazione avevano dato la massima
trasparenza verso la popolazione, o almeno così volevano farci
credere, e anch’io, prima del nostro arrivo su Marte, non ci vedevo
niente di male, anzi ero proprio felice, negli ultimi cinque anni
non avevamo fatto altro che andare avanti e indietro tra pianeti che
aveva già conquistato e di cui avevamo già scoperto
quasi tutto. Il fascino dell’ignoto era molto importante per me,
era il principale motivo del mio arruolamento. Potevo unire la
medicina con la mia passione. A distanza di così tanti anni la
mia famiglia ed io ci siamo riconciliati; capendo la mia scelta tutti
abbiamo potuto riaprire una relazione interrotta per l’ottusità
e l’orgoglio di mio padre, ma dopo la sua morte tutto era stato
sanato.


Il
viaggio per Saturno procedeva alla grande. Nessun ritardo era
previsto per la base di Febe, tutti eravamo un po’ su di giri, ma
su un punto eravamo perplessi, il nostro ospite, dopo il primo
colloquio con il comandante e me, non s’era più fatto
vedere, per tutto il viaggio era rimasto sempre chiuso dentro la sua
cabina e, a parte un breve messaggio giornaliero che il Capitano gli
faceva avere, non dava nessun segno di vita.


Ci
vollero quattro giorni per arrivare a destinazione. Quando
atterrammo, una sorpresa ci aspettava nella sala riunioni della base,
l’intera commissione direttiva era arrivata due giorni prima di noi
per riferirci tutto, anche la presenza del dottor Newman.


Il
presidente della commissione ci venne incontro e chiamo da parte il
comandante, me e gli altri alti ufficiali della plancia comando.
Entrammo in una sala riservata e ci accomodammo intorno ad un tavolo
ovale. Il primo a prendere la parola fu proprio il presidente.


Molto
bene signori” Disse. “Ora saprete tutto. Soprattutto avrete una
spiegazione sulla presenza del dottor Newman in questa missione. So
già come s’è comportato durante il viaggio, e se l’ha
fatto è stato solo dietro mio ordine. Vedete, abbiamo ragione
di ritenere che su Nettuno ci siano i resti di un’antichissima
civiltà, ancora più antica di quella trovata su Marte
ben cent’anni fa. Forse siamo di fronte ad una scoperta
eccezionale. Come sapete bene è stato stabilito che le nostre
origini non provengo dal pianeta rosso, ma forse ora potremo chiarire
molte domande.”


Nessuno
parlava. Noi della ELIOS eravamo completamento sotto shock. Una
notizia del genere era terrificante; scoprire che le nostre origini
forse provenivano da Nettuno non era certo confortante. Gli
scienziati già avevano messo in discussione la teoria
dell’evoluzione naturale dell’uomo quando trovammo quei resti su
Marte, ma s’era dovuti ricredere. Dopo molti anni di studi le loro
conclusioni erano state smentite, ora invece potevano riaffiorare
nuovamente. Questa era una delle notizie che non erano state date
alla popolazione.


Nessuno
dice niente?” Riprese il presidente. “So bene che vi ho
sconvolti, ma credetemi, non vi sto prendendo in giro.”


Mi
scusi signor presidente.” Intervenni io.


Dica
dottore.” Mi rispose.


Capisco
il motivo della segretezza verso la popolazione. Far passare l’intera
missione come una normale colonizzazione mi sembra un’ottima idea,
ma perché almeno a noi non avete detto tutto fin dall’inizio
del viaggio?”


Il
motivo è semplice. Se vi avessimo detto tutto prima che
partiste sareste arrivati qui con dei preconcetti, magari anche
negativi che avrebbero potuto compromettere tutta la spedizione. Non
c’è niente di peggio di qualcuno che si fa un’idea su un
argomento che non conosce, senza che qualcuno glielo spieghi. Ora
abbiamo la possibilità di dirvi tutto in una conferenza. A
proposito Dimitri “ Disse rivolgendosi al comandante della base. "è
già pronta la sala conferenze.”


Si
signor presidente.”


Allora
possiamo procedere. Capitano comunichi al suo equipaggio che tra due
ore devono essere


tutti
riuniti in sala conferenze.”


Il
Capitano Lopez annui senza proferire parola. Tutto il gruppo della
commissione abbandonò la stanza senza altro da aggiungere. Ora
mi spiegavo perché Newman durante il viaggio non s’era mai
fatto vedere. Il presidente gli aveva ingiunto di non fare parola con
nessuno di questa notizia. Anche se adesso sapevo tutto, la mia
sensazione che in quell’uomo ci fosse qualcosa di anormale non
voleva scomparire.


La
sala conferenze della base di Febe era veramente grandiosa, poteva
ospitare fino a duemila persone, in pratica l’intero personale
della base. L’equipaggio al completo contava trecento elementi,
quindi il problema dei posti non fu neanche posto.


In
meno di due ore tutto fu pronto per la conferenza. Nel banco del
comando la commissione al completo sedeva imperscrutabile. Il
presidente si alzò in piedi e andò al posto
dell’oratore.


In
circa un’ora spiegò all’equipaggio tutta la situazione. In
un primo momento ci fu un silenzio di tomba, nessuno osava dire
niente, forse la rivelazione era stata eccessiva. Dopo un primo
momento di sbigottimento, si sentì un gran vociferare tra gli
uomini. A fatica il presidente riuscì a farli smettere. Chiese
se ci fossero domande in riguardo, ma nessuno si faceva avanti, poi
l’ingegnere capo fece una domanda, apparentemente senza senso, ma
che in realtà era lo stesso dubbio che avevamo un po’ tutti.


Signor
presidente,” Disse l’ingegnere. “non metto in dubbio i vostri
dati, sono inequivocabili. Le foto della sonda Artemis sono molto
chiare, ma non vi sembra troppo azzardato definire quella civiltà
come nostra progenitrice? In base a che cosa l’avete stabilito?
Dalle vostre parole sembrate troppo sicuri.”


Il
presidente guardo gli altri membri e poi ordinò al Professor
Alfred Voight di spiegare.


Abbiamo
esaminato a fondo le fotografie.” Rispose il professore. “Fatto
molti ingrandimenti da cui sono risultati dei punti in comune con la
nostra storia. Ci sono anche dei particolari nelle strutture
architettoniche. La prego Norman... ritorni al punto precedente. Ecco
guardi quell’edificio in alto a sinistra. Norman ingrandisca quel
particolare. Ecco ingegnerie, osservi bene. Non ci trova niente di
familiare?”


Be!
No.”


Pensi
all’Inghilterra a più di cinquemila anni fa. Non le sembra
la replica esatta di Stonehenge.”


Osservandolo
meglio anch’io pensai che avesse ragione, nonostante l’immagine
fosse disturbata da una qualche tempesta sulla superficie. La forma
dei monoliti, la loro disposizione, tutto lo faceva pensare.


Io non
sono mai stato un grosso amante della storia, ecco perché non
l’avevo riconosciuto, anzi dall’espressione di molti componenti
del mio equipaggio, sembrava che quasi nessuno lo fosse.


Vede
ingegnere, pensiamo che se una replica di Stonehenge si trovi su
questo pianeta, possiamo ritenere che quella sulla Terra fosse una
sorta di pista d’atterraggio, oppure una specie di antenna per le
comunicazioni interplanetarie. Riesce a capire?”


L’ingegnere
sembrava convinto dalla spiegazione. Avevo notato un particolare
molto interessante, sia a questa conferenza che alla riunione privata
di prima, il dottor Newman non aveva mai aperto bocca, eppure a
quest’ora l’ordine di tenere la bocca chiusa doveva essere
decaduto, ma lui voleva continuare nel suo riserbo.


Molto
bene signori.” Intervenne il presidente. “Da questo preciso
momento vi ordino di non fare parola con nessuno di quanto avete
appreso in questa sede. Sono vietate tutte le comunicazioni personali
con la Terra o qualsiasi altra nostra postazione o insediamento. Fino
a quando non avremo risolto tutto. L’ordine è assolutamente
irrevocabile. Qualunque trasgressione, da parte di chi che sia, sarà
punito molto pesantemente, e quando dico pesantemente, intendo il
carcere a vita nella nuova colonia penale sotterranea di Marte.”


Era
più che evidente che il presidente voleva che si lavorasse
nella massima tranquillità, senza che l’intera popolazione
del Sistema Solare fosse preso dall’isterismo di massa.


Mancano
due minuti alle tre di pomeriggio, ora della Terra.” Continuò.
“Pronti alla partenza tra quaranta ore da adesso.”


L’astronave
doveva caricare molti macchinari e, oltre al caro dottor Newman,
altri tre specialisti in archeologia e geologia. La parte biologica
della spedizione era affidata completamente a Newman, senza neanche
un assistente che lo aiutasse. I preparativi procedevano con
celerità, in trenta ore tutti erano al loro posto, e il tempo
rimanente fu impiegato per rivedere ogni singolo aspetto della
spedizione.


La
partenza avvenne in orario. La torre di controllo ci diede il
permesso di partire, avvertendoci che molto probabilmente al nostro
arrivo su Nettuno ci aspettava una tempesta di sabbia su tutto il
pianeta. Le immagini che arrivavano dalla sonda orbitante facevano
vedere un uragano che ormai durava da più di cinque mesi e non
accennava a smettere. Il nostro arrivo era previsto in due giorni
viaggiando due terzi della massima potenza, ma siccome gli scienziati
non vedevano l’ora di arrivare, dal presidente ci arrivò
l’ordine di viaggiare a tutta forza.


In
poco più di un giorno entrammo nell’orbita di Nettuno e
subito il Capitano Lopez ci ordinò di agganciarci alla sonda
per poterci interfacciare più facilmente al suo computer
principale. Una squadra di dieci navette da sbarco lasciò la
nave per dirigersi verso la zona dei resti. Quando furono sulla
superficie, la truppa cominciò a preparare il campo base e
terminò dopo due ore, nel frattempo gli scienziati andarono a
fare un sopralluogo nella zona dei resti. Io non ero potuto scendere
sulla superficie, al mio posto era andato il mio secondo ufficiale
medico; un bravo ragazzo e in fondo si meritava questa vacanza su
Nettuno, negli ultimi tre mesi, casualmente, quando si presentava
un’emergenza medica lui non era mai presente. Io non sono
vendicativo, ma siccome per questa spedizione non era previsto che il
dottore abbandonasse il campo base, se non per qualche emergenza, la
mia curiosità non sarebbe mai stata appagata, invece rimanendo
a bordo, avrei potuto approfittare dei rapporti periodici che, per
diretto ordine del presidente, sarebbero arrivati ogni tre giorni.


La
prima squadra di ricognizione cominciò subito ad esaminare i
resti della copia di Stonehenge. Dopo i primi tre giorni di rilievi
il dottor Stark, il capo della spedizione a terra, spedì il
primo rapporto complessivo. Il Capitano mi mandò subito a
chiamare, evidentemente mi conosceva meglio di quanto immaginassi.
Riferiva dopo un primo rilievo della zona aveva portato con sé,
nella tenda laboratorio pressurizzata, un frammento di un monolito
per analizzarlo, necessaria per una datazione del monumento, almeno
approssimativa. L’esito fu sorprendente, il campione sembrava
risalire a quasi settantamila anni fa. Comunque la sorpresa non fu
quella; il fatto sorprendente era che l’intero monumento fosse in
uno stato di conservazione eccellente, mille volte meglio di quello
sulla terra che, dopo secoli di agenti atmosferici a cui era stato
sottoposto e tra cataclismi vari, era molto malridotto. Ancora non
riusciva a capire un simile stato di conservazione, dato che, come il
suo gemello, anche quello era sempre sottoposto ad agenti
atmosferici.


Nel
rapporto non veniva riferito altro, soprattutto non c’era niente
sul lavoro di Newman. Stark lo riferiva come ostile nel confronto dei
suoi colleghi e di ogni altro membro che si trovava sulla superficie.
Diceva che quando si chiudeva sulla sua tenda nessuno sapeva più
niente di lui, tranne quando usciva per mangiare.


In due
settimane le ricerche s’erano spinte fino a cento metri di
profondità. Nei primi giorni era stato scoperto un passaggio
che portava nei sotterranei di quello che era stato ribattezzato
Stonehenge II. Finalmente trovammo quello che differenziava questa
costruzione da quella sulla Terra. Nel sottosuolo si nascondeva un
inimmaginabile costruzione che si estendeva per centinaia di metri
sia in larghezza che in profondità. La parte sensazionale di
questa nuova scoperta era il fatto che fosse presente dell’aria. Il
dottor Stark riteneva che l’apertura trovata fosse protetta da una
porta pressurizzata, ma in seguito a qualche cataclisma si fosse
sbloccata lasciando uscire gran parte dell’aria, lasciandone dentro
una piccola parte. Nel suo ultimo rapporto il capo della spedizione
non riferiva la presenza di tecnologia, tutto ciò che era
stato trovato erano molte stanze con oggetti antichi, molto simili ai
nostri reperti archeologici.


Anche
se la spedizione procedeva nella più assoluta normalità,
il dottor Stark continuava a non essere contento dello strano
comportamento del dottor Newman. La sua ostinatezza a non voler
partecipare al rapporto comune era motivo di diffidenza nei suoi
confronti, e ogni qual volta gli venivano chieste delle spiegazioni,
adduceva il motivo della segretezza impostagli dal presidente della
federazione e che solo a lui poteva inviare i suoi rapporti. Era un
particolare che avevo notato da quando c’eravamo conosciuti, aveva
sempre con sé un comunicatore portatile a lungo raggio.


Alla
quarta settimana su Nettuno, il gruppo di archeologi trovò una
porta metallica di quattro metri per sette e spessa,
approssimativamente, trenta centimetri, ad una profondità di
seicento metri. Per riuscire ad aprirla i nostri tecnici fecero
sbarcare dalla nave uno speciale bulldozer, con cui, in meno di tre
quarti d’ora riuscirono ad aprire la porta. In un rapporto speciale
il dottor Stark riferisce che oltre quella paratia trovarono una
camera immensa, che all’apparenza sembrava una sala di controllo,
gestita da una tecnologia impareggiabile, al cui confronto i nostri
progressi tecnologici erano indietro di un migliaio d’anni. Fino
alla porta metallica tutto sembrava come un enorme sito archeologico,
ma oltre, tutto si spostava in avanti di centinaia di migliaia
d’anni. L’antico e l’ultra moderno divisi da un muro spesso
poco più di un metro.


Un
altro gruppo di tecnici sbarcò dopo due ore dall’arrivo del
rapporto per analizzare quella sala e i suoi macchinari. Dopo quella
scoperta, il gruppo di Stark proseguì nel suo incarico, e fu
da quel momento che, a quanto ci riferì lo stesso Stark, il
dottor Newman cominciò a collaborare con loro. Questo ci
insospettì parecchio, tanto che il mio secondo ufficiale
medico fu richiamato a bordo e io ed il Capitano Lopez sbarcammo sul
pianeta. Subito ci recammo a parlare con il capo della spedizione.
Era un’indagine ufficiosa, non avevamo ricevuto nessun ordine in
proposito, perché nessuno pensava che ci fosse motivo di
indagare, ma io e il Lopez lo pensavamo.


Doktor
Stark,” Dissi.
“ci
spieghi il comportamento di Newman in questi giorni.”


Be!
Signori, non c’è molto da dire.” Rispose. “Per quattro
settimane è stato un completo asociale, poi dopo la nostra
recente scoperta, ci sta addosso come un cagnolino. Ormai sono due
giorni che non si stacca da noi, anche sé continua nel suo
assurdo comportamento di non farci conoscere il suo lavoro.”


Ma
il suo lavoro,” Intervenne il Capitano. “a quanto lei ci ha
riferito, non è stato un gran che. Finora sono stati scoperti
solo edifici e tecnologia, niente di biologico, a parte qualche
microrganismo basilare. Che altro vuole sapere?”


Si,
questo è vero, ma ogni due giorni mi sono accorto che si
metteva in comunicazione con il presidente. Me ne sono accorto delle
interferenze durante un paio di nostre comunicazioni, in cui riferiva
al presidente che tutto procedeva a rilento e che le sue ricerche si
stavano arenando. I miei collaboratori, Seymour e Muller, sono molto
contrariati dal suo attuale comportamento, specialmente Seymour è
quello che maggiormente si lamenta.


Ogni
due ore viene a riferirmi che il Dottor Newman lo sta sempre
osservando, ma quello che più m’ha preoccupato è che,
durante il secondo turno di riposo, una guardia mi ha detto che
Newman era vicino alla camera di Seymour. Ora io non voglio allarmare
nessuno, e penso che riferire l’accaduto al presidente non
servirebbe, visto che lui sembra essere un suo protetto, ma voglio
che tutto questo finisca.”


Io e
il Capitano ci guardammo per un paio di minuti e poi la stessa Lopez
prese la parola.


Ascolti
dottor Stark,” Disse. “Ora io devo risalire a bordo, ma il
dottore rimarrà qua. Sarà lui che d’ora in poi
vigilerà sul caro Newman e poi riferirà a me. Solo sono
autorizzata a svolgere un’indagine ufficiale. Per il momento ne sto
svolgendo una ufficiosa, poi si vedrà.”


Ci
alzammo e il Capitano ritornò nella navetta che la riportò
a bordo. Io presi il mio posto in infermeria. Il campo base era
formato da una serie di grossi iglù metallici tutti
pressurizzati, collegati tra loro da corridoi cilindrici, anch’essi
pressurizzati. Il più grosso era il laboratorio, gli altri
erano gli alloggi per gli scienziati, i tecnici e la truppa, più
l’infermeria e il mio alloggio. Il laboratorio di Newman era
direttamente nel suo alloggio.


Cominciai
subito il mio incarico e mi diressi verso la zona dove si trovavano
tutti gli scienziati. Passando attraverso i resti di quell’immenso
sotterraneo, restavo sempre più sbalordito da quanto


gli
alieni avessero costruito e chissà in quanto tempo. Dal mio
casco arrivavano immagini in infrarosso di tutto il sito. Sul
computer del laboratorio era stata elaborata tutta la cianografia
della costruzione. Una serie di decine di livelli si estendeva sotto
terra e nell’ultimo si trovava la grande sala di controllo, che in
questo momento era al vaglio di una squadra di tecnici, mentre il mio
obiettivo si trovava con i tre archeologi a qualche decina di metri
di distanza che visitavano altre stanze. Come aveva descritto Stark,
Newman era sempre con loro. Più che il suo lavoro stava sempre
ad osservare quello che facevano gli altri. Sono restato ad
osservarlo per più di mezz’ora, facendo finta di
chiacchierare con il dottor Stark, ma sempre con l’occhio attento.
Tornato in infermeria mi misi in contatto con il Capitano per
riferirgli tutto quello che avevo visto. Mi disse di continuare così.
Per il momento non potevamo fare altro.


Passò
una settimana così senza nessun’altra novità. Alla
settima settimana di rilievi, il gruppo degli scienziati arrivò
fino a quello che sembrava un hangar. Al suo interno erano custoditi
degli strani velivoli, o almeno quello sembravano. Subito ci fu una
svolta nelle mie indagini. Newman aveva concentrato la sua attenzione
sul dottor Seymour. Non comprendevo il perché di questo
comportamento. Che rapporto c’era tra i due.


Il
giorno successivo arrivarono le risposte alle mie domande. Verso le
nove di sera, orario della Terra, Newman venne a bussare al mio
alloggio.


Oh!
Dottor Newman.”
Dissi
sorpreso da quell’apparizione inaspettata. “Come mai si trova
qua?”


Ma
niente.” Mi rispose abbozzando un lieve sorriso un po’ ambiguo.
“mi trovavo a passare di qua, e ho pensato di fare due chiacchiere,
così giusto per conoscerci meglio.”


Ma
certo, si accomodi.”


Si
accomodò davanti alla mia scrivania. Perché era venuto
a parlare con me? Che mi avesse scoperto?


Allora
Oliver.” Disse. “Cosa è riuscito a scoprire su di me?”


Sulla
mia faccia si dipinse un’espressione di stupore.


Ma
cosa dice? Non la capisco.”


Facevo
finta di niente, ma i miei sforzi erano inutili, aveva già
capito tutto.


Newman,
come se ne accorto?”


E’
stato semplice. Per un agente speciale come me è stato un
giochetto.”


Sobbalzai
in piedi di scatto facendo cadere la sedia dietro di me.


Ha
capito benissimo.” Riprese. “Sono un agente speciale, e sono qui
per catturare un ladro.”


Un
ladro? Qui?”


Certo.
Vede Oliver, io sono stato incaricato dal presidente in persona di
svolgere delle indagini e di catturare il responsabile.”


E
ha già scoperto chi è?”


Sicuro.
E’ il dottor Seymour.”


Un
altro shock mi pervase il corpo. Io conoscevo Seymour, sapevo
della sua rettitudine morale,


quindi
non poteva essere vero, Ma Newman sembrava molto sicuro di quanto
affermava.


Non
si stupisca Oliver. So bene che vi conoscete da tempo, ma lui non è
come appare. Comunque le sorprese non sono finite. Sono più
che convinto che un membro della commissione direttiva sia suo
complice.”


Questo
era troppo. Improvvisamente il mondo mi stava crollando addosso. Una
persona che pensavo di conoscere bene in realtà era un
delinquente e un’organizzazione che credevo onesta era composta in
parte da criminali.


Ma
chi sarebbe?”


Secondo
le mie informazioni è il vice presidente Hiroshi Nakano.”


Incredibile,
proprio il vice presidente. Era la fine dell’universo.


Ma
lui non è il capo del complotto. E’ la Yakuza la vera
responsabile. In qualche modo devono aver scoperto i questa antica
civiltà e hanno pensato che avendo il segreto di qualche arma
aliena avrebbero potuto far molti soldi. Ancora non so se Seymour
abbia fatto rapporto. Anche lui nel suo alloggio ha un comunicatore
come il mio, e, da quello che vedo, come il suo.”


E
adesso che cosa vuole fare?”


Aspetterò
fino a domani. Sicuramente si metterà in contatto con Nakano.
Se ben ricorda domani arriverà la nave CASSIUS, con a bordo
l’intera commissione direttiva, quale migliore occasione, visto che
starà qui soltanto un giorno e i lavori verranno sospesi.”


Vuole
smascherarlo?”


Certo.
Con il suo aiuto.”


Che
devo fare?”


Avverta
il Capitano che scenda a terra con due uomini, ma non le spieghi
niente via radio, lo farà faccia a faccia. Io farò
altrettanto con il presidente. A proposito devo arrivare prima che la
Cassius sia arrivata.”


Feci
come m’aveva detto e poi andai a letto. L’indomani di buon ora mi
alzai e dopo un’ora arrivò il comandante con due membri
della vigilanza. Gli spiegai tutto quello che avevo appreso e nella
sua faccia vidi le medesime espressioni che erano venute a me la sera
prima.


La
commissione al completo sbarco su Nettuno verso le dieci di mattina.
Per l’occasione i tecnici avevano approntato uno speciale corridoio
mobile pressurizzato da collegare al portello della navetta per non
far indossare loro le tute spaziali. Subito si diressero al
laboratorio per una piccola conferenza su quanto era stato finora
scoperto. Nel laboratorio tutto era stato ripulito e una serie di
sedie erano disposte come in un’aula. La commissione si sedette su
quelle sedie, mentre il gruppo di ricerco con me e il Capitano in una
bancata davanti a esporre i risultati della ricerca. Stark cominciò
la sua esposizione e tutti lo ascoltavano con molta attenzione.
Newman, io e il Capitano osservavamo il comportamento di Seymour e di
Nakano. Il primo sembrava molto nervoso, il secondo invece era più
disinvolto, anche se non faceva altro che osservarsi intorno, finché
i due non si lanciarono un’occhiata profonda e Seymour tirò
fuori un dischetto che fece vedere di sfuggita. Quello era il segnale
che aspettavamo. Newman si alzò di scatto e interruppe la
relazione.


Stia
fermo Seymour:” Disse all’improvviso. “In nome della
Federazione la dichiaro in arresto per altro tradimento.”


Tutti
quelli che non erano a conoscenza dei retroscena sbiancarono al
rumore di quelle parole.


Ma
è Impazzito Newman?” Disse Stark. “E’ forse impazzito?”


No
dottor Stark, sto benissimo. Io non sono uno scienziato, mi chiamo
Paul Tyler e sono un agente speciale incaricato di scoprire un
furfante tra di voi e questi non è altro che Seymour.”


Il
presidente si alzò in piedi per spiegare la situazione.


Sono
stato io ad incaricare l’agente Tyler di questa inchiesta. C’è
arrivata un’informazione che ci metteva in allarme su questa
situazione.”


Improvvisamente
si voltò verso Nakano e lo squadrò con aria indignata.


Nakano,
so bene che lei è il responsabile. Tyler ieri notte ha
monitorizzato una trasmissione tra lei e il dottor Seymour, la
registrata e me l’ha fatta sentire poco fa. Sono indignato, invece
di essere orgoglioso per questo nuovo strepitante traguardo. Lei si è
venduto alla mafia giapponese per denaro. Mi fa pena.”


Il
giapponese era pietrificato, quasi non respirava più, proprio
come Seymour.


Seymour,”
Disse l’agente Tyler.
“Mi
dia quel dischetto che intendeva dare al suo complice.”


Il
dottore eseguì l’ordine, anche sé a malincuore. Tutti
e due erano perduti. Nessuno osava più dire niente. La
vigilanza prese in consegna i due. L’azione di Tyler era stata così
fulminea da non tempo per nessuna reazione. Tutti ci riunimmo
nell’alloggio di Tyler perché lui doveva fare i bagagli dato
che abbandonava subito il pianeta con la commissione. Anche Seymour e
Nakano abbandonavano Nettuno, in una cella della Cassius verso il
carcere su Giove, dove avrebbero avuto anche un processo regolare.


Il
presidente e Tyler si strinsero la mano davanti a noi.


Complimenti
agente,” Disse. “la sua professionalità e stata
esemplare.”


Dovere
signore, “rispose, anche se sulla professionalità ho i miei
dubbi. E’ stato da Marte che ho avuto gli occhi del dottor Brody
sempre addosso. Evidentemente la mia copertura non era perfetta. Mi
complimenterò con chi la costruita al mio ritorno sulla
Terra.”


Un
sorriso scappò a tutti quanti.


La
Elios doveva rimanere per il proseguimento della spedizione, mentre
la Cassius ripartì per la Terra con una piccola fermata su
Giove. Era tutto finito. Comunque non credo che la Yakuza avrebbe
dimenticato un simile smacco senza neanche vendicarsi.