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Il fascino della mitologia classica... Viviamo in un'epoca strana, dimentichiamo il passato, eppure, inconsapevolmente, ne sentiamo il respiro, in ciò che diciamo, nelle allocuzioni. Dentro le parole e forse anche dentro i nostri pensieri. Vi siete mai chiesti perché si dice timor panico? O ancora, perché si usa l'esclamazione per bacco? In questa pagina alcune risposte, per capire, forse, che la mitologia non è poi tanto lontana come si crede.

Chimera

Suo padre fu Tifone, il cui corpo gigantesco culminava in cento teste di drago. Giace relegato sotto una delle isole vulcaniche della nostra terra (probabilmente la Sicilia), ancora fremente della rabbia che lo portò un giorno lontano a sfidare gli dei, a cacciarli dall'Olimpo ed a ferire Zeus. Mitologia e letteratura
Mostro  figlio di Tifòne e Echidna, la madre (per metà donna bellissima e per metà orribile serpente maculato). La chimera aveva la testa di leone, la coda di drago e il ventre di capra. Vomitava fuoco e fiamme e con le sue fiamme seccava tutta la vita vegetale. Dopo aver devastato per molto tempo la Licia, la Chimera fu uccisa da Bellerofonte (che montava il famoso cavallo alato  Pègaso). Si tratterebbe, secondo alcuni interpreti, della personificazione di un vulcano, abitato in alto da leoni, ed alle pendici da capre. Simboleggia, comunque, l'istinto, al suo stato caotico e primordiale.

Eros (Cupido)

Er otismo deriva dal latino "eroticus" , che a sua volta si costruisce sulla parola greca "erotikos". Ero_s era chiamato il dio dell'amore rappresentato nella figura del ragazzo metà nudo e munito di  un arco. Ma l'eros è molto più che quello. È uno dei dei miti più antichi, vecchio quanto la terra e simboleggia l'amore, la forza creativa, la vitalità, la stessa vita. All'opposto vi è Tánatos, simbolo della distruzione e della morte. Ero_s per i Greci, per i Romani Cupido, era rappresentato come un bimbo alato di grandissima bellezza armato di un arco col quale scagliava le infallibili frecce dalla cui ferita nasceva il mal d'amore. Era la personificazione della forza irresistibile che spinge gli esseri umani uno verso l'altra. Era venerato non solo come dio dell'amore ma anche come protettore delle amicizie fra gli uomini. Mitologia e letteratura Figlio di Afrodite e di Ares appena nacque Zeus consapevole dei guai che avrebbe avrebbe combinato cercò di convincere Afrodite a sopprimerlo. Allora Afrodite per salvarlo da Zeus lo fece allevare di nascosto nei boschi dove le bestie feroci lo allevarono e nutrirono. Appena il bimbo crebbe abbastanza da utilizzare un arco se ne costruì uno di frassino e le frecce di cipresso, imparò da solo l'uso dell'arma addestrandosi con gli animali nell'arte di ferire gli uomini e gli dèi. Non risparmiò nemmeno la madre che scoccandole a tradimento una freccia la fece innamorare di Adone (unico amore della dea) che fu ucciso da Ares ingelosito.

Minotauro

Misteri irrisoltiMostruoso essere per  metà uomo e per metà toro, nato dall'unione di Pasifae, moglie di Minosse re di Creta, con un toro mandato sull'isola da Poseidone. Viveva nel labirinto del palazzo dove, con l'aiuto di Arianna, lo raggiunse e lo uccise l'eroe Teseo. Il mito del Minotauro è stato affrontato tante volte, sicuramente è splendida la ripresa narrativa di Borges (La casa di Asterione). Il Mostro che rappresenta le nostre colpe celate, dimenticate nel labirinto della nostra essenza più remota.

Pan

Dio dei pastori e dei greggi. Di Pan ne esistevano diversi, infatti ogni generazione di dèi aveva il suo Pan. I Greci per distinguerli li chiamarono in modo diverso in base al loro padre, Ermopan da Ermes, Diopan da Zeus, Titanopan dai Titani. Il più famoso rimane Ermopan, quando Ermes fece il pastore per conto di Driope e innamoratosi di una delle ragazze di questi, la mise incinta. Certamente il nome viene da Paian Pascolare. Pan vagava per monti, valli e boschi, zufolando e seguito da tanti Paniskoi e dalle ninfe. Grande amante ebbe numerose avventure con diverse ninfe tra le quali Eco ed Eufeme con la quale generò il Sagittario dello zodiaco. Si vantava di avere fatto l'amore con tutte le Menadi. Il suo più grande amore fu rivolto a Selene ma la dea non gradiva quel dio sporco e peloso, allora Pan nascose la sua figura sotto delle pelli bianche e profumate, Selene non riconoscendolo accettò di cavalcarlo e si fece fare tutto quello che a Pan piacque. Pan era un dio bonario che aiutava chiunque avesse bisogno di lui. Insegnò ad Apollo l'arte del vaticinio. Il dio non sopportava di essere disturbato durante il riposo pomeridiano, se ciò avveniva Pan si alzava in piedi ed emetteva degli urli terrificanti tanto da creare il timore panico. In chiave letteraria il cosiddetto panismo rimanda ad una fase precisa della poetica di Gabriele d'Annunzio.

Zeus

Quando gli antichi greci udivano un tuono associavano quel rumore al carro di Giove, ed allora si immaginavano un carro gigantesco e "veleggiante" che in quel momento passava sopra le loro teste. Era Zeus. Il padre degli dei trascorse, la sua prima infanzia nella ridente isola di Creta, e quando nacque, sua madre Rea, per sottrarlo all’ingiustizia del padre, lo nascose in una caverna sul monte Ida. Nella tradizione letteraria greca, e poi in quella latina (dove assunse il nome di Giove), Zeus appare come il più importante e potente tra gli immortali, colui al quale tutti devono obbedienza. Per sua volontà il bene e il male era distribuito tra gli uomini che Prometeo aveva creato col fango, ma anche Zeus era sottoposto al Fato. La sua sede Naturale era la vetta del monte Olimpo; armato del tuono e del fulmine il Tuonante o il Saettatore, Zeus poteva scatenare la tempesta scuotendo il proprio scudo, e al suo intervento diretto furono attribuiti, almeno fino all'età classica, molti fenomeni Naturali. Gli era sacra la quercia e attraverso lo stormire delle sue fronde egli si manifestava.

Ares (Marte)

Figlio di Zeus ed Hera, fu l'arrogante dio della guerra, ma personificava soprattutto la furia selvaggia, la violenza... Non era una divinità molto amata (pochi i templi a lui dedicati).
Si riteneva fosse poco amato anche dalle altre divinità: Zeus lo rimproverava spesso a causa della sua litigiosità, Atena che era una divinità guerriera spesso lo metteva in ridicolo.
Ares, sostenuto dalla sorella Eris (che rappresentava la discordia), amava il fragore delle battaglie e le grandi carneficine. Era sempre accompagnato da Deimos (lo spavento) e Fobos (il terrore).

Atena

Atena nacque in modo davvero originale: dalla testa di Zeus! Secondo una profezia la prima sposa di Zeus (Meti) avrebbe avuto un giorno un figlio che avrebbe spodestato il re degli dei dal suo trono. Zeus era sposato con Meti e temeva, dunque, che un giorno essa avrebbe dato alla luce un figlio che lo avrebbe detronizzato.
Tempo dopo Meti, la moglie di Zeus, era incinta. Il marito temendo la profezia, una notte, mentre le dormiva accanto, la mangiò - letteralmente. Come dicevamo Meti era incinta, non si sa come, Zeus, mangiando la moglie assunse in sé il nascituro. Infatti nei giorni seguenti ebbe dei forti mal di testa. Fu così che abbiamo uno dei primi interventi chirurgici della storia: Efesto, con una lama affilata incise la testa di Zeus e dalla ferita venne fuori Atena. Essa era una divinità molto amata, equilibrata e giusta, fu venerata come dea della saggezza e fu tanto amata che a lei fu dedicata la stessa città di Atene.

Dafne

Il mito di Dafne incarna in sé molti significati, è un racconto davvero affascinante:
Dafne, sacerdotessa della Madre Terra, era una ninfa bellissima, di una bellezza incantatrice. In tanti l'avevano chiesta in sposa, ma lei opponeva sempre dei forti rifiuti. La sensualità della ninfa incantò anche il bellissimo Apollo, ma nonostante il suo fascino, la ninfa lo rifiutò. Anzi! Appena lo vide si mise in fuga: Apollo la inseguì, la dolce ninfa non potendo più sfuggirgli chiese aiuto alla Madre Terra che per salvarla la mutò in un albero di lauro o alloro che da quel momento divenne la pianta sacra ad Apollo.
In passato i poeti venivano celebrati proprio con l'alloro, infatti era Apollo il loro protettore!

Artemide

La dea Artemide (Diana per i romani) fu venerata come dea della caccia e della luce lunare (Selene). Figlia di Zeus e sorella di Apollo. Amava l'arco e la caccia, viveva nei boschi e vegliava la notte lungo le strade trainando un cocchio argenteo. Un carattere difficile, schietto. Amava il rischio e l'avventura. Proteggeva non solo i cacciatori, ma anche le partorienti ed i bambini

Ermes

Un caratterino! Di una vivacità fuori dal comune: era il protettore dei ladri! In effetti, ancora piccolissimo, fu tanto abile da rubare un'intera mandria di buoi ad Apollo. Non fu l'unico furto, ne fece tanti altri, ma non era una divinità negativa, amava la musica (fu l'inventore della lira) ed era un abile diplomatico, tanto che riusciva sempre a farla franca. Un giorno Zeus, arrabbiato, voleva punirlo per i furti e per le bugie, ma fu così abile nelle risposte che fu addirittura premiato: quando Zeus gli disse di giustificarsi per le tante bugie egli rispose: le bugie sono un modo per rendere più piacevole la verità. Fu così che Ermes da protettore dei ladri, divenne anche messaggero degli dei, custode di viandanti e dei mercanti.

 



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